Un turismo senza pesticidi è possibile

La rete ideata da Pan Europe riunisce Comuni piccoli e grandi che hanno vietato l’uso degli insetticidi nelle loro aree verdi. Per tutelare la salute dei cittadini e proteggere l’ambiente

L'immagine di un ciclista

di ANTONIO BIANCO

Turismo senza pesticidi. Preferire luoghi che uniscono bellezza e benessere, in cui le aree verdi non vengono trattate con diserbanti chimici, ma con alternative sostenibili. È questa la proposta delle Città libere dai pesticidi, la rete ideata da Pan Europe che riunisce Comuni piccoli e grandi che hanno vietato l’uso degli insetticidi nelle loro aree verdi, per tutelare la salute dei cittadini e proteggere l’ambiente.

Spesso si crede che turismo lento sia sinonimo di immobilismo. Di fatto non è così. I Comuni che hanno abbracciato l’idea di un turismo verde sono impegnati in prima linea in progetti di green economy, a supporto di un’economia circolare che ha nel riuso e nel riciclo i suoi punti di forza.

“Fare una scelta ecologica è possibile – dice Michela Bilotta di Pan Europe – anche nelle nostre opzioni di viaggio. Preferire luoghi che uniscono bellezza e benessere, in cui le aree verdi non vengono trattate con pesticidi chimici, ma con alternative sostenibili, significa vivere l’aspetto più autentico della dimensione di scoperta propria del viaggiare. Il futuro dell’economia è verde, come si evince dalle iniziative in corso e in programma nell’agenda europea”.

Questo lo ha ben capito l’Associazione borghi autentici d’Italia che è entrata a far parte del circuito delle Città libere dai pesticidi e i cui Comuni propongono un’esperienza completa ai propri ospiti, percorsi pedonali e ciclabili, arte, cultura, accoglienza e, in molti casi, iniziative legate a prodotti biologici a chilometro zero, perché le persone acquistino consapevolezza del potere sociale, economico e culturale dei prodotti locali. “Aderire al network – afferma il presidente Rosanna Mazzia – è stata una scelta in linea con la centralità che nei borghi autentici assumono le pratiche di sostenibilità ambientale, l’attenzione alla qualità della vita delle persone che li abitano e una convinta strategia per il contrasto al cambiamento climatico”.

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