Città delle meraviglie: il documentario “Mirabilia Urbis”

Realizzato da Milo Adami, proietta lo spettatore in un viaggio attraverso foto, appunti e ricordi per restituirci la dimensione di Antonio Cederna

Mirabilia Urbis

Lui era già in piazza, e non da solo. Come affermava chi lo voleva denigrare e sminuire, ma con altri che sapevano da subito in che direzione andare. I suoi cartelli e striscioni erano gli articoli che negli anni ‘60 scriveva sul settimanale Il Mondo e dopo sulle pagine del Corriere della Sera e Repubblica. Antonio Cederna è stata una figura imponente nell’ambientalismo italiano, sempre pronto con i suoi scritti ad affrontare le minacce portate al patrimonio artistico, naturale e culturale del Paese. Mirabilia Urbis, il documentario realizzato da Milo Adami, proietta lo spettatore in un viaggio attraverso foto, appunti e ricordi per restituirci la dimensione di un coraggioso intellettuale che negli anni del boom economico si è battuto contro i palazzinari di una Roma incapace di garantire uno sviluppo armonioso alle sue periferie e per la salvaguardia del territorio, come il Parco dell’Appia Antica.
Vincitore del Premio Zavattini, con le sue immagini di repertorio in bianco e nero il documentario sembra quasi proporsi come immaginario film di backstage di opere come Le mani sulla città per la forza di una denuncia che resiste anche nella rilettura di cinquant’anni dopo. Ma tutto si fonde – complice la voce narrante e il volto di Giuseppe Cederna, il figlio – in un abbraccio familiare che ci regala l’integrità di un sogno, come diceva Italo Calvino, che nasce dalle città invivibili.
Oggi Cederna sarebbe nelle strade accanto a tanti giovani, felice di passare il testimone.

 

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