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Ciclovie d’Italia

DAL MENSILE DI GIUGNO – Attraversano aree protette, costeggiano fiumi e laghi, scalano montagne o vulcani, incontrano borghi e luoghi di culto. Sono 11 percorsi (più uno) ciclabili, consigliati da altrettanti opinion bikers, per il turismo di prossimità, cultura, benessere e divertimento

Se, per cause di forza maggiore, nei mesi scorsi abbiamo sfruttato ogni angolo delle nostre case, ora che l’estate è alle porte guardiamo il cielo azzurro con un irrefrenabile desiderio di movimento e scoperta. Complici anche le difficoltà generate dalla pandemia, sempre più persone scelgono di viaggiare in bicicletta, un mezzo che ha registrato un vero e proprio “boom” di vendite negli ultimi anni. Sicura, veloce, economica e a basso impatto ambientale, la bicicletta è ideale per esplorare nuovi ambienti e per conoscere nel dettaglio mete sconosciute della nostra penisola, in linea con l’idea di turismo di prossimità che ha già caratterizzato l’estate 2020. La giusta distanza è garantita, insieme alla sensazione di benessere restituita dalle attività all’aperto, a conferma di un desiderio di libertà a cui non vorremmo più rinunciare.

Puntuali, quindi, ecco le nostre proposte dedicate al mondo del cicloturismo, una realtà molto apprezzata e in forte espansione nel nostro Paese, con un enorme potenziale economico. Vacanze dinamiche e sostenibili, in armonia con i tempi e gli spazi della natura, consigliate da guide d’eccezione.

1. La corona delle delizie

Un percorso misto, con strade asfaltate e non, che permette di conoscere le residenze reali sabaude e i parchi intorno a Torino. Un anello di oltre 90 km che tocca i più bei paesaggi fluviali, agricoli e storici dei comuni di Collegno, Pianezza, Grugliasco, Druento, Venaria Reale, Settimo, San Mauro e Rivoli. Da percorrere in city bike o in mountain bike, è uno dei circuiti della Corona Verde, il grande sistema delle infrastrutture verdi dell’area metropolitana che offre un punto di vista originale sulla città di Torino.

2. Ciclovia Alpe Adria Radweg

Da Salisburgo a Grado, il percorso di questa ciclovia è suggestivo e si estende per 415 chilometri con diversi livelli di difficoltà. È strutturato in otto tappe per collegare la cittadina austriaca al mar Adriatico, in Italia, attraversando le Alpi e passando per vecchi tracciati ferroviari, laghi, grotte, città d’arte e cascate. Un ottimo esempio di cooperazione transfrontaliera per incentivare la mobilità sostenibile tra panorami montani e resti archeologici. Molto apprezzati i tanti servizi proposti e i trasporti ad hoc disponibili lungo il percorso.

3. Ciclovia dell’Adige

Segue il corso dell’Adige fra le province di Trento e Bolzano, poi attraversa il Garda per toccare quindi le città venete di Verona, Vicenza, Padova e arrivare a Venezia. È la ciclovia più lunga della rete trentina e una delle più suggestive del nostro Paese. Si snoda da Passo Resia, al confine con l’Austria, passando tra frutteti, vitigni e borghi antichi, alternando scenari dolomitici a paesaggi collinari e pianeggianti. Con un dislivello trascurabile è adatta anche ai bambini. La pista, che per millenni è stata terra di passaggio per la discesa in Italia, alterna vecchie strade arginali a improvvise stradine di campagna. Difficoltà media per una vacanza di circa dieci giorni.

4. L’eroica

Oltre che una manifestazione annuale di ciclismo d’epoca di successo, l’Eroica è anche un percorso cicloturistico permanente, perfettamente segnalato, che si snoda in gran parte su strade bianche sterrate tra la città di Siena, la Val d’Orcia e la zona del Chianti, in Toscana. I percorsi a disposizione dei turisti sono due: il più lungo, di 205 chilometri, e quello medio di 135. Entrambi si snodano fra crete senesi, cipressi, enoteche, borghi medievali e romantiche colline. Il giro si conclude nello stesso luogo della partenza, Gaiole in Chianti, piccolo comune divenuto noto per l’evento cicloturistico.

5. Rando Umbria Centro

Un percorso ad anello che tocca i punti di maggior interesse turistico tra la bassa valle del Nera e la media valle del Tevere. Spoleto, la Cascata delle Marmore, Todi, Perugia, Assisi e Spello, testimoni di un territorio ricco di cultura, natura selvaggia e tradizioni gastronomiche. Il percorso, lungo quasi 200 chilometri, è impegnativo perché raggiunge le piazze e i punti di interesse più significativi di tutti i centri storici, spesso arroccati in alto. Nonostante alcuni lunghi tratti pianeggianti, dunque, è adatto ai ciclisti più esperti.

6. Il percorso dei monasteri

Un tracciato per ciclisti esperti, tra borghi montani e Parchi naturali dell’Italia centrale. Un giro di 273 km con partenza da Subiaco (Lazio) e arrivo a L’Aquila, in Abruzzo, lungo la strada dei monasteri benedettini. Facilmente raggiungibile dalla Capitale, il percorso passa per il Monte Livata, il borgo storico di Cervara di Roma e l’Altopiano delle Rocche, per raggiungere i borghi abruzzesi all’ombra del Gran Sasso: Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte e Rocca Calascio, con il suo fascino avvolto nel mistero. Altitudine massima 2.110 metri.

7. Strada maestra del Parco del Gran Sasso

Il percorso, lungo 76 chilometri, si sviluppa dall’Aquila fino alla località archeologica di Amiternum, attraversando la catena del Gran Sasso a sud e quella dei Monti della Laga a nord. Si osserva in lontananza il Lago di Campotosto e si continua in direzione Fano Adriano fino al Passo delle Capannelle (1.300 metri) dove si scavalcano gli Appennini per poi riscendere a Montorio al Vomano e raggiungere Teramo. Un percorso suggestivo nel cuore del Parco nazionale, su una strada completamente asfaltata dove però si respira lo spirito autentico dell’esplorazione.

8. La via silente

La Via Silente è un percorso di 598 km che si estende interamente all’interno dei confini del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in Campania. È il primo esempio italiano di ciclovia che attraversa interamente un’area protetta, anche se si sviluppa per il 70% su asfalto. Alcuni tratti sterrati, però, soprattutto se in salita, possono presentare difficoltà legate alla mancanza di acqua e di strutture ricettive. Il paesaggio attraversato è ricco di dislivelli e di ambienti diversi: si passa tra montagne e grotte, boschi secolari e grandi forre, fino a raggiungere le spiagge e i promontori. Un viaggio in 15 tappe attraverso la storia e le asperità della costiera.

9. Periplo del Salento

Da Lecce a Manduria, il tragitto che segue la litoranea e la rete di strade secondarie è un tuffo nella Puglia più autentica. Il percorso lungo la costa salentina è articolato in quattro tappe per un totale di 257 chilometri, più una quinta di 54 nell’entroterra, funzionale al ritorno da Manduria a Lecce. Tra strade asfaltate, sentieri di terra, insenature e tramonti sul mare, si possono scoprire le venti spiagge più belle del Salento, con calette da sogno e acqua cristallina. Un’avventura tutta da scoprire, per chi vuole immergersi nella natura senza rinunciare al gusto dei sapori tipici.

10. La Nuragika

Nel cuore della Sardegna, seguendo vecchie miniere e storie antiche, le ciclovie della Nuragika guideranno i ciclisti in un’avventura vivace tra paesaggi mozzafiato e storia del Gerrei, fatta di siti Nuragici, castelli giudicali e strade bianche. Una serie di percorsi studiati per tutte le esigenze, per ogni tipo di bicicletta e di ciclista. Quello più lungo, di circa 90 chilometri, inizia dalle Miniere di Villasalto, in provincia di Cagliari, e procede ad anello attraverso altipiani, piscine naturali, siti archeologici e rifugi tipici in cui gustare le specialità della tradizione sarda.

11. Il giro dell’Etna

Il Parco ciclistico dell’Etna offre sei diversi percorsi, piuttosto impegnativi, che portano alla quota massima di 1.910 metri. Si può scegliere la lunghezza del tragitto, ma bisogna essere ciclisti esperti per girare attorno al grande cono, attraversando tra gli altri i comuni di Zafferana Etnea, Belpasso, Bronte, Randazzo e Linguaglossa, fino al rifugio Ragabo. Un percorso aspro, tra agrumeti, fichi d’india e colate laviche, per chi non teme la salita e vuole provare la sfida al vulcano.

Per approfondire
Le ciclovie del cuore
Il numero di giugno di Nuova Ecologia

 

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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