“Ci davano dei pazzi ma poi sono stati contagiati dal nostro entusiasmo”

Intervista a Pasquale Colella, presidente del circolo di Legambiente Castellabate

foto di Pasquale ColellaL’impegno del presidente del circolo campano di Legambiente Castellabate è iniziato 26 anni fa. Pasquale Colella, 52 anni, nel suo paese costiero in provincia di Salerno non ha mai perso neppure una edizione di “Puliamo il mondo”. Il suo segreto? «Coinvolgere le scuole ed essere sognatori». La bellezza di “Puliamo il mondo”, infatti, è che «si può declinare a seconda delle esigenze del territorio». Ed è così che nel piccolo paesino del film Benvenuti al Sud da anni a fine settembre ci si prende cura di spiagge e calette.

Com’era l’atmosfera delle prime edizioni, quando eravate solo in poche centinaia…
Ci davano dei pazzi, ma poi sono stati contagiati dal nostro entusiasmo. I commenti erano: “Eccoli qui, vogliono risolvere il problema delle spiagge sporche in un pomeriggio”, oppure “Perché venite a pulire le spiagge solo un giorno all’anno?”. Ti confesso che all’inizio non credevo che “Puliamo il mondo” avrebbe lasciato una traccia nella mente dei partecipanti, ma fortunatamente mi sono dovuto ricredere: chi ha preso parte a questa iniziativa, dai giovani agli anziani, ha accolto per sempre un seme importante nella sua mente e nel suo cuore.

Cosa è cambiato da quella prima esperienza?
Oggi non ci vedono più come pazzi. I cambiamenti climatici, infatti, ci toccano ormai sulla pelle e hanno un impatto nella nostra vita quotidiana. Per questo motivo, coinvolgere il territorio ed educare i cittadini a partecipare sta diventando molto semplice. Nessuno ci vede più come gli ambientalisti folli di una volta, quelli che dicono sempre “no”. Noi siamo gli ambientalisti che ragionano sulla nostra realtà perché il problema ambientale esiste e nessuno ha più il coraggio di ignorarlo.

Nelle prime edizioni erano gli stessi volontari a pagare 10.000 lire a Legambiente per avere il kit per la pulizia…
Vero, all’inizio lo pagavano i volontari e qualche scuola ed era difficile coinvolgere le amministrazioni. Oggi, invece, sono gli stessi Comuni a chiamarci per chiederci di partecipare.

L’immagine che le è rimasta più impressa in questi 25 anni di campagna? Quando senti cinquecento bambini ridere e li vedi trasformarsi in una macchina pulisci-spiaggia, mentre alcuni fanno a gara a chi raccoglie più immondizia e altri si impegnano tutti insieme per portare via dalla spiaggia alcuni copertoni abbandonati. Sempre in occasione di “Puliamo il mondo”, un bambino era stato premiato perché durante l’anno era riuscito a raccogliere più di 100 litri di olio esausto da amici e parenti. Allora capisci che devi continuare perché c’è ancora speranza.

Uno slogan per convincere gli ultimi indecisi a partecipare? “Se aiuti l’ambiente, aiuti te stesso”. Oppure, “Proteggi l’ambiente e proteggi il tuo futuro”.