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Chi mangia sano ha un basso impatto

L'immagine di alimenti per una dieta sostenibile

Un’alimentazione più “ambientalista” passa per il raddoppio dei consumi di frutta, verdura, legumi e noci a livello globale, cui deve corrispondere un taglio di oltre il 50% di zuccheri e carni rosse entro il 2050.

Sono le conclusioni dello studio presentato dalla Commissione Eat-Lancet a Roma il 15 febbraio scorso. Il gruppo di studiosi che ha prodotto la ricerca, ha utilizzato la dieta mediterranea come principale riferimento di una dieta sostenibile, nella sua versione più frugale praticata in Grecia a metà del secolo scorso.

La dieta “universale”, secondo Eat-Lancet, prevede l’assunzione di 2.500 chilocalorie al giorno. Oltre a cambiare i consumi, riducendo gli sprechi del 50%, gli autori del rapporto fissano obiettivi-limite nell’utilizzo di terra, acqua e nutrienti per la produzione agricola sostenibile.

Articolo tratto dal mensile La Nuova Ecologia marzo 2019

Copertina Nuova Ecologia marzo 2019

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

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