giovedì 21 Gennaio 2021

Ceta, Strasburgo al voto

 

European-Parliament

Dopo sette anni di negoziati, sotterfugi, proteste pubbliche e pressioni private, il Ceta arriva all’esame della plenaria del Parlamento Europeo. L’assemblea di Strasburgo, domani 15 febbraio, intorno alle 12, dovrà ratificare l’accordo di libero scambio con il Canada fratello minore del Ttip. Solo un sì o un no, senza possibilità di emendare un testo di 1.600 pagine scritte in gergo tecnico. Tuttavia, le ricadute di questa nuova architettura di regole che mirano ad avvicinare le due sponde dell’Atlantico, sono radicalmente politiche. Per entrare completamente in vigore, il Ceta dovrà superare il vaglio dei Parlamenti nazionali in tutti gli Stati membri, ma dopo il voto di Strasburgo potrà vedere implementate gran parte delle misure che promulga.

In particolare, cambierà il regime di dazi tariffe e quote su linee di prodotti particolarmente importanti per l’Italia e l’Unione Europea, come quelli agroalimentari: in questo comparto si prevedono aumenti del 300% di grano canadese, fortemente trattato con il glifosato. Inoltre, il Ceta accoglie solo in minima parte il sistema delle indicazioni geografiche che tutela la produzione di qualità nel vecchio continente. Nel caso dell’Italia, su oltre 280 cibi e vini dop e igp, solo una quarantina saranno riconosciuti nel mercato condiviso, esponendo tutti gli altri alle copie a basso costo prodotte in Canada. Anche sul versante ambientale non mancano le preoccupazioni della società civile: il principio della “neutralità tecnologica” contenuto nel trattato, infatti, impedisce agli Stati di privilegiare energie pulite a carburanti sporchi e di obbligare gli investitori esteri a reperire manodopera o materia prima nei territori in cui vanno a lavorare. Inoltre, quando la Commissione Ue ha deciso di svuotare di incisività la direttiva sulla qualità dei carburanti, ha agito con particolare riferimento agli interessi canadesi. Sarà più facile, con il Ceta, importare petrolio da sabbie bituminose estratto in Alberta, e mischiarlo con altro greggio convenzionale senza doverlo etichettare.

Vi sono forti timori anche per l’arrivo di pesticidi oggi vietati e alimenti ogm, che in Canada non devono essere etichettati. Prima di aprire alle importazioni, l’Ue dovrebbe riconoscere la sostanziale equivalenza di due prodotti ottenuti con tecniche differenti. Ma nel Ceta, le linee guida per definire tale equivalenza sono rinviate a data da destinarsi. Verranno concordate lontano dagli occhi dell’opinione pubblica, durante riunioni di tecnici incaricati di favorire lo sviluppo del commercio. A discapito di salute e ambiente.

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

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