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Cerchi, quadrati e rombi: ecco le nuove etichette per il carburante

Colleghi In Auto

di Margherita Basanisi

Il nuovo sistema di etichettatura per carburanti valido in tutta Europa sarà attivo dal prossimo venerdì: nuovi simboli saranno esposti direttamente sulle pompe di rifornimento. Oltre ai ventotto Paesi della comunità europea, si aggiungono l’Islanda, il Lichtenstein, la Norvegia, la Macedonia, la Serbia, la Svizzera e la Turchia.
I diversi combustibili saranno quindi riconoscibili in tutta Europa grazie alle stesse etichette poste  sulle pompe; inoltre, a partire dal giorno 12 ottobre, i nuovi veicoli prodotti presenteranno sul tappo del serbatoio l’etichetta tonda, quadrata o romboidale.
Un cerchio accompagnato dalla lettera E per la benzina (E5, E10, 185), un quadrato per il diesel contrassegnato con la lettera B o XTL (B7, B10, XTL) e un rombo per i carburanti gassosi (H2, CNG per il metano, LPG per il GPL, LNG per il metano liquido); etanolo e biodiesel, questi i componenti bio presenti in diverse percentuali specificate grazie al numero indicato a fianco della lettera E o B.
Già dal 2011 la Commissione europea aveva dichiarato la necessità di una politica dei trasporti competitiva ma sostenibile: ridurre la dipendenza dal petrolio e ricercare una maggiore collaborazione con l’obiettivo comune di avvicinarsi alla mobilità sostenibile.
La direttiva europea DAFI 2014/94 pone la stessa sfida a tutto il continente: sostituire, almeno parzialmente, le fonti fossili con combustibili rinnovabili, riducendo così le emissioni di anidride carbonica. Agire nel settore dei trasporti per migliorare l’impatto ambientale: nel 2013, un quarto del totale delle emissioni prodotte in Europa era causato proprio dai trasporti. Per poter raggiungere un certo livello di sostenibilità è necessario uno stimolo continuo da parte dello Stato e delle Regioni, chiamati ad offrire misure di sostegno per la creazione di infrastrutture – non solo pompe, ma anche stazioni di ricarica elettrica- e a ricorrere ai fondi europei per lo sviluppo.
La possibilità data dai biocarburanti di ridurre la quantità di emissioni è una valida risposta al problema quotidiano dell’inquinamento. Ma secondo Andrea Poggio responsabile mobilità sostenibile di Legambiente “non bisogna fermarsi a questo”.
“E’ necessario incentivare – continua Poggio – in tutti i modi possibili la mobilità a 0 emissioni, soprattutto elettrica, e l’innovazione tecnologica nel settore dell’offerta della mobilità sostenibile” per raggiungere sempre più una maggiore autonomia dal petrolio. “L’unico biocarburante che può avere futuro è il biometano, prodotto dagli scarti dell’agricoltura”. E le nuove etichette permetteranno al consumatore di fare una scelta consapevole al momento del rifornimento del proprio veicolo.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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