Cerchi, quadrati e rombi: ecco le nuove etichette per il carburante

Novità per il rifornimento del proprio veicolo a partire da venerdì 12 ottobre: al via l’attuazione della direttiva europea 2014/94. Specificata la percentuale di componenti bio presenti all’interno dei carburanti

Colleghi In Auto

di Margherita Basanisi

Il nuovo sistema di etichettatura per carburanti valido in tutta Europa sarà attivo dal prossimo venerdì: nuovi simboli saranno esposti direttamente sulle pompe di rifornimento. Oltre ai ventotto Paesi della comunità europea, si aggiungono l’Islanda, il Lichtenstein, la Norvegia, la Macedonia, la Serbia, la Svizzera e la Turchia.
I diversi combustibili saranno quindi riconoscibili in tutta Europa grazie alle stesse etichette poste  sulle pompe; inoltre, a partire dal giorno 12 ottobre, i nuovi veicoli prodotti presenteranno sul tappo del serbatoio l’etichetta tonda, quadrata o romboidale.
Un cerchio accompagnato dalla lettera E per la benzina (E5, E10, 185), un quadrato per il diesel contrassegnato con la lettera B o XTL (B7, B10, XTL) e un rombo per i carburanti gassosi (H2, CNG per il metano, LPG per il GPL, LNG per il metano liquido); etanolo e biodiesel, questi i componenti bio presenti in diverse percentuali specificate grazie al numero indicato a fianco della lettera E o B.
Già dal 2011 la Commissione europea aveva dichiarato la necessità di una politica dei trasporti competitiva ma sostenibile: ridurre la dipendenza dal petrolio e ricercare una maggiore collaborazione con l’obiettivo comune di avvicinarsi alla mobilità sostenibile.
La direttiva europea DAFI 2014/94 pone la stessa sfida a tutto il continente: sostituire, almeno parzialmente, le fonti fossili con combustibili rinnovabili, riducendo così le emissioni di anidride carbonica. Agire nel settore dei trasporti per migliorare l’impatto ambientale: nel 2013, un quarto del totale delle emissioni prodotte in Europa era causato proprio dai trasporti. Per poter raggiungere un certo livello di sostenibilità è necessario uno stimolo continuo da parte dello Stato e delle Regioni, chiamati ad offrire misure di sostegno per la creazione di infrastrutture – non solo pompe, ma anche stazioni di ricarica elettrica- e a ricorrere ai fondi europei per lo sviluppo.
La possibilità data dai biocarburanti di ridurre la quantità di emissioni è una valida risposta al problema quotidiano dell’inquinamento. Ma secondo Andrea Poggio responsabile mobilità sostenibile di Legambiente “non bisogna fermarsi a questo”.
“E’ necessario incentivare – continua Poggio – in tutti i modi possibili la mobilità a 0 emissioni, soprattutto elettrica, e l’innovazione tecnologica nel settore dell’offerta della mobilità sostenibile” per raggiungere sempre più una maggiore autonomia dal petrolio. “L’unico biocarburante che può avere futuro è il biometano, prodotto dagli scarti dell’agricoltura”. E le nuove etichette permetteranno al consumatore di fare una scelta consapevole al momento del rifornimento del proprio veicolo.