martedì 1 Dicembre 2020
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La Nuova Ecologia

Dicembre 2020

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Novembre 2020

SFOGLIA IL NUMERO LEGGI L'EDITORIALE DEL DIRETTORE FRANCESCO LOIACONO SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER SOSTIENI IL MENSILE   Il sommario del numero di novembre 2020 di Nuova Ecologia TESTIMONI 18 Dalla parte giusta A settembre ci ha lasciato Virginio Bettini, primo direttore di “Nuova Ecologia”. I ricordi di Andrea Poggio e di Ermete Realacci STORIA DI COPERTINA 20 La buona scelta Con i fondi del “Next Generation Eu” si può ridisegnare il futuro dell’Italia. Ma bisogna mettere al centro le persone, le imprese e i territori. E abbandonare le vecchie ricette servizi di Rocco Bellantone, Mauro Albrizio, Leonardo Becchetti, Silvia Vaccaro INCHIESTE 34 La montagna sbiancata Sulle Alpi le temperature crescono il doppio della media globale e i ghiacciai si sono già dimezzati. La campagna di Legambiente e del Comitato glaciologico fotografa un mondo in via d’estinzione di Elisa Cozzarini VERTENZE & CAMPAGNE 42 Se son uova schiuderanno Il progetto “Life Perdix”, guidato dall’Ispra, per combattere la scomparsa della starna italica entra nel vivo di Milena Dominici 45 Biodiversità in dono di Raffaele Cava 49 La rievoluzione non può più aspettare di Serena Carpentieri 51 Le mani sulla città di Teresa Panzarella ECONOMIA CIVILE 52 Sette anni per cambiare Ben 344 miliardi dal 2023 al 2029. È quello che muove la nuova Pac: un’occasione storica per guidare la transizione ecologica. Ma molti dubbi avvolgono i negoziati ormai al termine servizi di Francesco Paniè e Valentina Barresi 60 Stivale folto di Daniele Di Stefano 69 Una pietra sopra l’altra di Alessandra Profilio 73 Qualità in alto mare di Sebastiano Venneri GAIA 78 L’ultima zampata Incontrare un gatto selvatico non è frequente. E lo sarà sempre meno se l’ibridazione con i felini domestici continuerà a impoverirne il pool genico. Un gruppo di biologi suggerisce una via d’uscita di Giulia Assogna REPORTAGE 82 Dall’alba al tramonto Per 38 anni, scarponi ai piedi e zaino in spalla, è stato un guardaparco del Gran Paradiso. “Nuova Ecologia” lo ha accompagnato su valichi, sentieri e pietraie in uno dei suoi ultimi giorni di lavoro prima della pensione testo e foto di Piero Papa IL FUMETTO 93 Occhi di gatto Sempre più oggetto di culto, le “cronachette” di Giacomo Nanni erano introvabili. Coconino le ha ristampate in un volume unico. Imperdibile per chi ama fumetti e felini di Fabio Dessì CULTURA 103 Los Alamos Mon Amour L’Atlante della Nuclear free future foundation è la pubblicazione più completa sul fenomeno del colonialismo nucleare. Un lavoro di denuncia e un invito ad agire di Alessandro Michelucci 107 Difesa controcorrente di Loredana Menghi 108 “Il cinema può insegnare sostenibilità” Intervista con Alberto Baracco di Marino Midena 111 Il mondo dopo il virus di Vittorio Cogliati Dezza RUBRICHE 12 primo piano 33 Lettere 77 ...

Il mensile di ottobre 2020

L'inchiesta di copertina della Nuova Ecologia di ottobre sullo stato dei corsi d'acqua in Italia. La direttiva europea è disattesa. L’acqua è inquinata, mal depurata e piena di rifiuti. Curare i fiumi è urgente, anche per ridurre il rischio climatico

Settembre 2020

SFOGLIA IL NUMERO -- LEGGI L'EDITORIALE DI VANESSA PALLUCCHI VICEPRESIDENTE LEGAMBIENTE SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI L'autunno caldo della scuola, La Nuova Ecologia riparte con “Una lezione per tutti” Il numero di settembre dedica uno speciale al nostro sistema scolastico ed educativo, tra disuguaglianze, fragilità ma anche opportunità messe a nudo dal Covid-19. E ancora, inchiesta sul mondo della caccia in Italia. Alla scoperta dei “pinguini che amano il caldo”. Intervista al filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani, per il quale “l’ecologismo è una forma di umanesimo” Riparte dalla scuola, con “Una lezione per tutti”, il numero di settembre della Nuova Ecologia, che dedica la sua storia di copertina (l’illustrazione della cover è di Valentina Vinci) a uno dei temi che hanno tenuto banco negli ultimi mesi, ora a uno snodo cruciale con il previsto e dibattuto rientro in aula per il 2020-21, «l’anno zero della formazione». Nel nuovo numero, storie, approfondimenti e interviste per restituire un quadro del sistema scolastico ai tempi del Covid-19, fra disuguaglianze e fragilità messe a nudo dalla pandemia, l’importanza di una progettualità e di investimenti mirati che guardino ben oltre l’emergenza. Dalle strutture al personale e ai patti educativi, sono molti, al suono della campanella, i nodi da sciogliere secondo il mensile di Legambiente, a partire dal gap digitale e socio-economico che limita fortemente l’uguaglianza nell’accesso allo studio tra Nord e Sud, centri e periferie. Spazio, al contempo, al racconto di progetti formativi innovativi nelle cornici di orti e musei per contrastare abbandono scolastico, povertà educativa, isolamento sociale. Vanessa Pallucchi, vicepresidente di Legambiente e responsabile di Legambiente Scuola e Formazione, intervista l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, autore del libro Un’economia per stare bene, immaginando uno sviluppo della formazione a lungo termine, per rigenerare i territori che soffrono lo spopolamento. E nel suo editoriale, Vanessa Pallucchi pone un quesito chiave nella sfida per un innalzamento del livello civico ed educativo: a quale modello di Paese deve ispirarsi la nostra scuola? Uomini e animali sono invece al centro dell’inchiesta “Cacciatori in ritirata”. Se nel 1989 erano 1,7 milioni le doppiette pronte a sparare, alla vigilia della prossima stagione venatoria restano mezzo milione, con regioni quali Toscana, Lombardia e Lazio ancora saldamente in testa fra quelle che maggiormente praticano l’attività e un calo drastico dei praticanti in Piemonte, Emilia-Romagna e il resto del Centro-Italia: Francesco Dradi indaga cause, effetti e ragioni di questa tendenza e fa il punto sulla pratica dell’attività venatoria in...

Luglio Agosto 2020

SFOGLIA IL NUMERO -- LEGGI L'EDITORIALE DEL DIRETTORE SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI Con il mensile di luglio e agosto la riscoperta del turismo locale e del patrimonio naturalistico italiano, l’inchiesta sulle speculazioni edilizie in Cappadocia e tutti i segreti dell’importanza della falena, a rischio di estinzione Presentazione del numero in diretta Facebook giovedì 2 luglio alle ore 16.00 sulla pagina della Nuova Ecologia L’estate 2020 può essere per gli italiani l’occasione giusta per riscoprire il patrimonio di bellezze del Belpaese, luoghi forse sconosciuti ai più, e che magari si trovano a pochi chilometri dalle nostre abitazioni; per tracciare l’itinerario del tour estivo ideale basterebbe scorrere l’elenco dei 55 siti italiani dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. La Nuova Ecologia di luglio e agosto dedica la sua storia di copertina a questa estate italiana, sopraggiunta dopo mesi di lockdown per la pandemia da coronavirus. Un’estate sicuramente diversa, che apre tuttavia le porte, a “vacanze speciali” e slow, per chi può concedersele, tra trekking in quota, itinerari a piedi e percorsi in bicicletta e la riscoperta di scenari naturali, abbandonando per forza di cose l’overtourism. Possibilità di vacanze che l’Italia in parte già offre, come raccontano anche le bellissime foto che accompagnano gli articoli, e che occorre continuare a costruire per un rilancio sostenibile e duraturo dell’economia. Tra il desiderio di lasciarsi alle spalle la pandemia e la consapevolezza di contribuire positivamente alla rinascita, gli italiani possono ridisegnare il modo di viaggiare attraverso un turismo differente e più sostenibile. Le limitazioni a cui il turismo è attualmente sottoposto sono l’altra faccia di una medaglia ambasciatrice di quelle che possono diventare nuove buone abitudini. L’inchiesta del mensile di Legambiente è dedicata, invece, a un’altra meta turistica, in Cappadocia, dove otto mesi fa un decreto del governo turco ha cancellato il Parco nazionale di Goreme dall’elenco delle aree protette del Paese. L’attrazione principale del territorio sono le formazioni di origine vulcanica chiamate “Camini delle fate”, alti pinnacoli curiosamente modellati dall’erosione geologica, e le chiese rupestri e i complessi monastici realizzati fra il X e XIII secolo: un patrimonio storico e paesaggistico unico al mondo, inserito nel 1985 fra i beni tutelati dall’Unesco e successivamente dall’omonimo Parco nazionale. Dal 2016 Ankara ha incentivato l’arrivo di visitatori dall’est con nuove tratte aeree e le presenze di visitatori cinesi sono più che triplicate. Ora, il provvedimento legislativo imprevisto segna una linea di demarcazione fra passato e futuro...

Giugno 2020

SFOGLIA IL NUMERO -- LEGGI L'EDITORIALE DEL DIRETTORE SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI STORIA DI COPERTINA Città vivibili Da Oakland a Liverpool, da Lima a Parigi, le metropoli rispondono alla pandemia da Covid-19 creando spazi per bici e micromobilità. Nasce così un tessuto urbano futuribile e desiderabile INCHIESTE Venezia al bivio Svuotata dalla pandemia, la Serenissima appare fragile ma svela potenzialità oscurate dal turismo di massa. Per costruire un futuro diverso Diritti a tempo Con il decreto Rilancio decine di migliaia di braccianti potranno ottenere un nuovo permesso di soggiorno. Ma la strada per sottrarli al caporalato è ancora lunga Giustizia infetta Mentre i governi di tutto il mondo sono al lavoro per combattere la pandemia e prevenire il collasso economico, le grandi imprese e i loro avvocati contrastano le misure emergenziali per scaricare sulla collettività i costi della crisi ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER REGISTRATI SUL SITO

Maggio 2020

SFOGLIA IL NUMERO -- LEGGI L'EDITORIALE DEL PRESIDENTE DI LEGAMBIENTE STEFANO CIAFANI SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI Un nuovo inizio. Basta ricette del passato Per costruire un futuro sostenibile e solidale è il momento di puntare sul Green new deal e il welfare. Perché nessuno resti indietro. Sul numero di maggio della Nuova Ecologia anche un'inchiesta su smog e malattie. La Nuova Ecologia di maggio dedica la storia di copertina a “un nuovo inizio”, quello auspicato per ripartire dopo il lockdown e affrontare alcuni dei nodi centrali della pandemia da covid-19 che ha sconvolto il mondo. Soluzioni praticabili e auspicabili, a dispetto di chi punta sulla conservazione di vecchi interessi, per non perseverare negli stessi, drammatici errori e rispettare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e non sforare quel grado e mezzo di innalzamento della temperatura del pianeta che comporterebbe nuove sciagure ambientali. La ripartenza deve essere green e solidale; e ricette economiche più eque e sostenibili sono possibili, come dimostrano le 30 proposte avanzate da Legambiente a fine aprile per la messa in atto di modelli di sviluppo basati sul rispetto e sulla qualificazione del lavoro, sulla valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili e sul riciclo e il riuso dei rifiuti. In questa direzione vanno anche la richiesta di approvazione di nuovi decreti end of waste per consentire lo sblocco di impianti di riciclo e la trasformazione di rifiuti in risorse e il piano lanciato insieme a Fillea Cgil per la ristrutturazione energetica di 1,2 milioni di condomini in Italia entro il 2025, attraverso la riorganizzazione e il rifinanziamento di una serie di strumenti fiscali già in vigore come i bonus ambientali e antisismici. Correlazioni pericolose è il titolo dell’inchiesta dedicata al rapporto tra coronavirus e inquinamento dell’aria, su cui molto rimane ancora da chiarire. L’unica certezza è che lo smog rende fragili i nostri apparati cardiocircolatori e respiratori. Col blocco delle attività per contenerne la diffusione del virus è calato l’inquinamento, seppur in modo eterogeneo sul pianeta; ora è necessario capire se lo stesso inquinamento abbia giocato un ruolo nella diffusione del virus, come sostengono alcuni. Non basta infatti che due fenomeni avvengano contemporaneamente per stabilire che uno sia stato causa o conseguenza dell’altro. Da capire anche se la diminuzione dell’inquinamento dell’aria, registrata durante il periodo del blocco, sia sufficiente ad annunciare un miglioramento delle condizioni atmosferiche generali. Il servizio è anche “on air” sul nuovo canale radio di Nuova Ecologia; nel...

Aprile 2020

SFOGLIA IL NUMERO -- LEGGI L'EDITORIALE DEL DIRETTORE SOTTOSCRIVI UN ABBONAMENTO -- ACQUISTA UNA COPIA GUARDA I NUMERI PRECEDENTI Con il Coronavirus ci scopriamo fragili a contatto con gli ecosistemi che stiamo distruggendo. Sul numero di aprile della Nuova Ecologia anche un'inchiesta sull'import dei pesticidi e le interviste a Ilaria Capua e Franco Arminio. Natura malata, pianeta infetto Soltanto l’ultima in ordine di tempo di una serie di catastrofi che rischiano di travolgere la Terra. Un’epidemia dalle dimensioni epocali che ci riguarda tutti, nessuno escluso. “Natura malata, pianeta infetto” è il titolo della storia di copertina che “La Nuova Ecologia” dedica all’emergenza globale in atto: un titolo che richiama alla circolarità dei fenomeni naturali e al loro intreccio con l’azione umana. Oggi più che mai. Perché se di pestilenze e contagi è piena la storia umana, ricorda il mensile di Legambiente, è anche vero che siamo nel mezzo di una nuova transizione epidemiologica in cui dinamiche demografiche, globalizzazione, inurbamento e degrado ambientale, deficit di politiche e misure igienico-sanitarie su scala globale hanno portato all’emergere, o al riemergere, di malattie infettive. La maggior parte delle quali, oggi, proviene dagli animali. Il fattore che più di altri contribuisce a diffonderle? La perdita di biodiversità, legata alla deforestazione e alla frammentazione o degradazione degli habitat, come spiega in un’intervista concessa a “Nuova Ecologia” anche Ilaria Capua, virologa diventata celebre per aver reso di dominio pubblico la sequenza genetica dell’aviaria. Un punto di vista prezioso, attraverso cui leggere l’emergenza come “opportunità” per provare a raggiungere la radice del problema, riequilibrando il rapporto fra attività umana e ambiente. LA VIDEO PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA Quel che finisce sugli scaffali dei nostri supermercati è invece oggetto dell’inchiesta “Importazioni al veleno”, che cerca di far luce sulle pressioni di lobby e governi finalizzate ad allentare le maglie dei controlli dell’Unione Europea sul cibo importato nel Vecchio Continente, spesso contenente residui di sostanze chimiche espressamente vietate da regolamenti e criteri europei. Fra queste rientrano un quarto delle sostanze utilizzate negli Stati Uniti e 149 principi dei 504 leciti in Brasile, che potrebbero portare a rischi sanitari e impatti ecologici. Sulla rivista trova spazio anche un’intervista con il poeta e scrittore Franco Arminio, oggi consigliere del ministero per il Sud e la coesione sociale. Un lungo colloquio in cui il “paesologo” irpino pone l’accento sullo spopolamento delle aree interne dell’Appennino: “Un processo molto lento, un virus silenzioso che uccide comunque”, osserva. Le aree di montagna, insiste Arminio, non sono un problema ma una...

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