Cardo, un antistress al naturale

Si tratta di un depurativo e protettivo del fegato, ottimo in caso di fatica e depressione. Ecco come coltivarlo

L'immagine di una pianta di cardo

Il cardo (cynara cardunculus), tipico ortaggio invernale, fa bene mangiarlo perché è depurativo e protettivo del fegato oltreché antiossidante, capace quindi di controllare l’attività dei radicali liberi. Grazie inoltre alle proprietà toniche e decongestionanti, il cardo è ottimo pure in caso di stress, fatica e depressione.

Coltiviamolo così. Richiede un po’ di spazio, per questo non è proprio l’ideale sul balcone. Ama il sole e teme le gelate.

La semina. Il cardo si semina, in luna crescente, direttamente a dimora ad aprile-maggio in file distanti un metro l’una dall’altra e con 80 centimetri di distanza fra le piante. Si collocano 3 o 4 semi per buca, poi dopo la nascita si diradano lasciando solo una pianta. Oppure si possono trapiantare a maggio-giugno le piantine ottenute da semina in semenzaio o in appositi contenitori. Richiede terreni fertili e soffici, ben concimati. A settembre inizia la fase di imbianchimento che consiste nell’incurvare i cardi e ricoprirli di terra, oppure nel rialzare due o tre foglie esterne legandole alla pianta e avvolgendo il tutto con paglia o carta. Il buio favorirà l’imbianchimento rendendo i cardi più dolci e teneri.

Raccolta e conservazione. La raccolta, in luna crescente, avviene da settembre a febbraio. Il cardo viene estirpato, privato delle radici e delle foglie esterne e mozzato all’estremità. In frigo si conserva per una settimana chiudendolo in un sacchetto per alimenti forato. In luogo fresco e asciutto, il modo migliore per conservarlo è tenerlo appeso.