Carciofo di ferro

Influisce sul metabolismo del colesterolo e sulla diuresi, protegge e disintossica il fegato

Un'immagine raffigurante carciofi

a cura di BARBANERA

Energizzante, depurativo, era ritenuto afrodisiaco nel Medioevo. Grazie alla cinarina il carciofo influisce sul metabolismo del colesterolo e sulla diuresi, protegge e disintossica il fegato. Per il notevole contenuto in ferro fa bene agli anemici.

Per la coltivazione in vaso, non facilissima, ci vogliono contenitori ampi e profondi almeno 40 cm. Anche perché la pianta ama terreni o terriccio fertile, profondo e permeabile. Il clima ideale è caldo o temperato caldo.

La semina I carciofi si possono anche seminare, ma migliori risultati si ottengono mettendo a dimora, in luna calante, i polloni radicati o porzioni di fusto con gemma, detti ovoli.

Il periodo è settembre-ottobre nei climi asciutti, in primavera nei climi freddi, con raccolta l’anno successivo. Gli ovoli si mettono a dimora in estate e necessitano di irrigazioni iniziali.

Raccolta e conservazione Si raccolgono da novembre a maggio, a seconda di varietà e luogo. Alcune varietà sono rifiorenti e producono sia in primavera che in autunno. I carciofi si consumano freschi. Se hanno ancora il gambo, si possono conservare fino a 5 giorni nell’acqua, come un fiore reciso. Nel congelatore i cuori, puliti e lavati, si conservano dai 6 agli 8 mesi. Ottimi sott’olio e sott’aceto.