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Canale di Suez, aumentano i rischi anche per gli animali a bordo delle navi

Delle oltre 300 navi ferme da quando si è incagliata la portacontainer Ever Given, almeno 20 trasportano bestiame. Dall’inizio dell’anno migliaia di bovini sono stati macellati in mare per problemi negli spostamenti

Delle 321 navi ferme in vari punti del Canale di Suez da quando, lo scorso 23 marzo, si è incagliata la portacontainer Ever Given, almeno 20 trasportano bestiame. Undici sono stati identificate dal sito di monitoraggio del traffico marittimo Marine Traffic, tra cui la Omega Star, Unimar e Sea Star. Altre sono invece state intercettate da varie ong.

Navi con bestiame: 5 partite dalla Spagna, 9 dalla Romania

Secondo l’organizzazione Animals International, cinque di queste imbarcazioni avevano caricato animali in Spagna e nove in Romania all’inizio di questo mese con destinazione i porti del Medio Oriente. Il coordinatore per l’Europa della ong, Gerit Weidinger, ha affermato che stando ai dati rilevati dai siti che monitorano il traffico navale l’Unimar è salpata dalla Spagna il 15 marzo per dirigersi a Jeddah, in Arabia Saudita. L’Omega Star, invece, è partita dal Paese iberico il giorno dopo con destinazione Port Said, nel nord est dell’Egitto tra il Mediterraneo e l’imbocco del Canale.

L’entità dell’agonia di questi animali dipenderà da quanto dureranno le operazioni per disincagliare la Ever Given. La possibilità di alleggerire il carico della portacontainer per riposizionarla e rimetterla in movimento potrebbe infatti implicare manovre della durata di settimane. Con molte delle navi ferme alle sue spalle che stanno già optando per circumnavigare l’Africa virando verso Capo di Buona Speranza, traiettoria che allungherà di altri giorni l’approdo nei principali hub portuali europei.

Animals International: “Una bomba a orologeria”

Nell’attesa le navi che trasportano bestiame potrebbero decidere di fare rifornimento di foraggio nei porti di Port Said e Suez per sfamare gli animali che hanno a bordo. Ma si tratta di un’operazione non semplice considerata l’alta concentrazione di imbarcazioni in un’area relativamente così ristretta del canale. “La mia più grande paura è che gli animali finiscano il cibo e l’acqua e rimangano bloccati sulle navi perché non possono essere scaricati da qualche altra parte per motivi burocratici”, ha spiegato il rappresentante di Animals International Gerit Weidinger al Guardian. “Rimanere bloccati a bordo significa il rischio di fame, disidratazione, lesioni, impossibilità a sdraiarsi a causa dell’accumulo di rifiuti”, poiché l’equipaggio che non può liberarsi dei corpi degli animali morti gettandoli nelle acque del Canale. “È una bomba a orologeria che comporta rischi biologici per gli animali, per i membri dell’equipaggio e per qualsiasi altra persona coinvolta”.

“Rimanere bloccati a bordo significa il rischio di fame, disidratazione, lesioni, impossibilità a sdraiarsi a causa dell’accumulo di rifiuti. È una bomba a orologeria che comporta rischi biologici per gli animali, per i membri dell’equipaggio e per qualsiasi altra persona coinvolta” – Gerit Weidinger, coordinatore Ue ong Animals International

A marzo costrette a tornare a Cartagena due navi con bestiame

Dall’inizio di quest’anno migliaia di bovini sono stati macellati in mare a causa dei ritardi negli spostamenti. Due navi, la Karim Allah e la Elbeik, sono state costrette a trascorrere mesi a largo. Il porto in cui sarebbero dovute attraccare si rifiutava di accettare gli animali che avevano a bordo a causa di una disputa sui loro documenti sanitari. Lungaggini che hanno sollevato il timore che il bestiame potesse essere affetto dalla febbre catarrale degli ovini, la cosiddetta febbre della lingua blu. Alla fine entrambe le imbarcazioni sono state costrette a rientrare in Spagna, e le autorità spagnole hanno ordinato la macellazione degli animali nel porto di Cartagena, nella regione sud-orientale della Murcia. A inizio marzo più di 850 bovini della Karim Allah sono stati abbattuti. Mentre è ancora in corso la macellazione del bestiame a bordo della Elbeik, in totale 1.800 animali.

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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