Campi d’innovazione

In Sardegna un investimento di Bonifiche Ferraresi salva l’occupazione, sottrae mille ettari all’abbandono e crea il più grande polo italiano per la produzione bio di erbe officinali

Bonifiche ferraresi

Terreni agricoli recuperati dall’abbandono convertiti al biologico diventano il più grande polo in Italia per la produzione di erbe officinali come basilico, elicriso, menta, lavanda, stevia, peperoncino, tarassaco e timo. È la storia che viene dalla Sardegna, dove Bonifiche Ferraresi, il più grosso operatore del settore agricolo che ad oggi con un patrimonio di circa 7.000 ettari è il primo proprietario terriero del Paese, ha deciso di investire nel segno della sostenibilità e della valorizzazione di giovani professionalità locali attraverso tecnologie per l’applicazione dei principi dell’agricoltura 4.0. «Per guardare al futuro è necessario passare attraverso una produzione interamente biologica – spiega Federico Vecchioni, amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi – e per farlo bisogna investire nell’ambito della sostenibilità con forza e determinazione come fatto in Sardegna senza sottovalutare anche i risvolti sociali degli investimenti, che hanno consentito ai terreni della ex società di Bonifiche Sarde di tornare a produrre grazie a una conversione al bio a tempi di record». Il prossimo anno i nuovi raccolti vedranno anche l’inserimento di ulteriori linee di produzione ad alto valore aggiunto come zafferano biologico, camomilla, echinacea e bardana.
Le erbe officinali coltivate sui terreni sardi sono già centrali nella produzione delle tisane 100% materia prima italiana a marchio “Le stagioni d’Italia”, il brand di Bonifiche Ferraresi distribuito nella grande distribuzione e collocatosi nella fascia premium nei segmenti pasta, riso, tisane, cereali, legumi e a breve anche nel miele e nelle farine.
Il polo biologico sardo si aggiunge così alla tenuta di Jolanda di Savoia (Fe), primo centro per la coltivazione e la produzione di tutta la filiera risicola di Bonifiche Ferraresi e a Cortona (Ar), oggi centro per la produzione dei legumi, delle orticole e dell’olivicoltura e la produzione delle tisane.
L’agricoltura di Bonifiche Ferraresi diventa un buon esempio per il mercato grazie a iniziative specifiche come la rinuncia al glifosato, l’introduzione delle api come preziosi bioindicatori, progetti in fase di implementazione per la produzione di energia green e all’abolizione della plastica dai campi. «L’agricoltura – aggiunge Federico Vecchioni – rappresenta uno dei più importanti esempi di settore altamente tecnologico e dinamico nel quale l’Italia è un’eccellenza. Quando si parla di innovazione si deve parlare di sostenibilità, valore condiviso da tutti gli attori della filiera. Innovazione e sostenibilità sono quindi tra i cardini del nostro piano industriale, per garantire alle future generazioni terreni più fertili e per creare valore aggiunto per gli azionisti. Il rilancio di un polo produttivo come quello sardo dimostra che imprese radicate nei territori con attività sostenibili rappresentano la garanzia più valida per l’occupazione, la tutela della biodiversità, della fertilità della terra, la salvaguardia dell’assetto idrogeologico dei territori e la difesa della salubrità dei territori e delle comunità». Un modello, da replicare.