Campania, traffico internazionale di rifiuti al porto di Salerno

Ma anche peculato, corruzione, favoreggiamento personale, accesso abusivo a sistemi informatici, ricettazione. Sequestri e misure cautelari per 69 persone / Veneto, sventato traffico illecito di rifiuti

foto di una pattuglia della Guardia di Finanza

All’alba di oggi, 5 maggio, ha avuto luogo un blitz nell’ufficio doganale del porto di Salerno in cui avvenivano furti su merci di vario tipo, episodi di corruzione e traffico di rifiuti. Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal GlP presso il Tribunale di Salerno nei confronti di 69 indagati (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall’esercizio della professione di pubblico ufficio e pubblico servizio). È emerso un sistema di illegalità diffusa: circa 53 gli episodi di illecita appropriazione di merci e di generi di consumo commessi da funzionari doganali, personale fitosanitario, spedizionieri, ausiliari doganalisti e dipendenti della società di facchinaggio.

I soggetti sono indagati a vario titolo, in concorso, per ipotesi di peculato, corruzione, favoreggiamento personale, falso, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a sistemi informatici, ricettazione, contrabbando e traffico internazionale di rifiuti. L’indagine, denominata “Tortuga”, è partita ad aprile 2018 in seguito a una segnalazione dell’Olaf, l’ufficio europeo antifrode, relativa a un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno e apparentemente destinato in Marocco, ed è stata condotta dalla pm Elena Guarino e dal procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale.

Oggi il sequestro di oltre 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, nonché di oltre 1.000 pannelli fotovoltaici e di circa 100 accumulatori di energia elettrica di provenienza furtiva e destinati al continente africano. Nell’indagine “Tortuga” risultano inoltre coinvolti il direttore ad interim dell’ufficio delle Dogane di Salerno, il vicedirettore e anche due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del Ministero della Giustizia.

A questi ultimi tre viene contestato un illecito accesso ai sistemi informatici e la divulgazione di dati riservati legati al procedimento penale per acquisire informazioni non autorizzate nell’interesse dei funzionari doganali che temevano di essere coinvolti nelle indagini in corso. Una misura interdittiva è stata notificata anche a un militare della Guardia di Finanza che, in concorso con un funzionario doganale, avrebbe attestato fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitate nel porto di Salerno.

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