Camion vecchi e meno sicuri

In Italia quelli con portata maggiore di 3,5 ton hanno un’età media di 13,2 anni contro gli 11,7 della media europea (Francia 7,5 e Germania 8). Vanno incentivate solo società di trasporto organizzate ed efficienti, capaci di scambiare merci con la ferrovia, che sfruttino meno gli autisti e che viaggino con automezzi più moderni, sicuri e meno inquinanti

foto di un camionGli incidenti sulle strade sono causati soprattutto dalle automobili. Ma quelli più gravi coinvolgono spesso camion, per diverse ragioni. Perché la massa (il peso) nei camion carichi è maggiore e perché quando il carico è pericoloso (per composizione chimica, infiammabilità, rischio di esplosione) all’impatto dell’incidente si aggiungono rischi decisamente maggiori, come è successo il 5 agosto alle 13,40 sulla A14 a Bologna.

Una delle ragioni della frequenza di simili incidenti è anche l’anzianità dei veicoli in circolazione. I camion circolanti in Italia, quelli con portata maggiore di 3,5 ton, (quindi medi e pesanti) hanno un’età media di 13,2 anni, contro gli 11,7 della media europea: peggio in particolare di tutti i grandi paesi europei (Francia 7,5 Germania 8 Regno Unito 8,8 Spagna 12,6). Siamo meglio solo di Portogallo 13,7 Romania 13,8 Repubblica Ceca 13,9 Croazia, Polonia e Grecia. Dati Acea (costruttori europei autoveicoli) del 2017.

Per carità, il parco sta svecchiandosi: gli autocarri avevano due anni fa un’età media di 19 anni e quelli pesanti di 16. Capire le ragioni di questo miglioramento vuol anche dire capire quali politiche perseguire. Le ragioni sono almeno due: perché il governo di centrosinistra ha tolto (finalmente) nel 2015 gli sgravi fiscali alle accise sul gasolio per i camion più vecchi (ma poi, nel 2017, li ha mantenuti ancora per gli Euro3 e più recenti per ragioni di carattere elettoralistico), e in misura minore, per gli incentivi all’uso del metano-GNL, cioè il metano liquefatto e conservato in serbatoi criogenici (freddo).

Ma i camion più recenti, soprattutto quelli pesanti, non sono solo meno inquinanti, sono soprattutto più sicuri, anche grazie a sistemi assistenza alla guida, di controllo, anche in remoto degli autisti, e agli automatismi di sicurezza. Questi ultimi, già tecnologicamente disponibili, dovrebbero essere sempre più spinti dalla normativa: dispositivi di bordo che limitino i tempi di guida degli autisti, limitatori di velocità, attivati anche grazie a sistemi automatici di lettura della segnaletica, frenata d’emergenza, tenuta della carreggiata per evitare sbandamenti, tecnologie contro il colpo di sonno, ecc. Siamo ancora lontani dalla guida autonoma e non si pongono di conseguenza tutti i problemi normativi e morali che si porta appresso. Oggi si lasciano in circolazione vecchi camion affidati a piccoli trasportatori che sottopagano autisti non sempre in regola e che guida per dieci ore di fila, grazie ad incentivi fiscali sul gasolio inquinante: inquinanti e rischiosi. Il governo e il Parlamento potrebbero decidere di incentivare solo società di trasporto più organizzate ed efficienti, capaci di scambiare merci con la ferrovia, che sfruttino meno gli autisti e che viaggino con automezzi più moderni, sicuri e meno inquinanti.

Andrea Poggio, a.poggio@legambiente.it

Età media dei veicoli commerciali medi e pesanti in circolazione in Europa (dati ACEA del 2017)

Paese

Età media

Francia

7,5

Danimarca

7,7

Olanda

7,9

Germania

8

Austria

8,4

Svezia

8,5

Regno Unito

8,8

Belgio

9,8

Irlanda

9,8

Spagna

12,6

Italia

13,2

Portogallo

13,7

Romania

13,8

Repubblica Ceca

13,9

Croazia

14,3

Polonia

16,7

Grecia

18,7