Camerun, Unhcr condanna i rimpatri forzati verso la Nigeria

Profonda preoccupazione per i rimpatri forzati messi in atto dal Camerun questa settimana nei confronti di diverse migliaia di rifugiati provenienti dallo Stato del Borno, nella Nigeria nordorientale, dove imperversa la minaccia del gruppo jihadista Boko Haram.  A lanciare l’allarme è l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Questi fatti seguono il ritorno forzato di 267 […]

Rifugiati nigeriani in Camerun

Profonda preoccupazione per i rimpatri forzati messi in atto dal Camerun questa settimana nei confronti di diverse migliaia di rifugiati provenienti dallo Stato del Borno, nella Nigeria nordorientale, dove imperversa la minaccia del gruppo jihadista Boko Haram. 

A lanciare l’allarme è l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Questi fatti seguono il ritorno forzato di 267 rifugiati nigeriani avvenuto il 16 gennaio: si erano riparati in Camerun nel 2014. 

Attualmente il Camerun accoglie oltre 370.000 rifugiati, di cui circa 100.000 provenienti dalla Nigeria. Si stima che circa 9.000 nigeriani siano fuggiti in Camerun precedentemente nella settimana dopo che miliziani hanno attaccato e saccheggiato il piccolo villaggio di frontiera di Rann, nello Stato del Borno. I miliziani hanno seminato morte e violenze attaccando postazioni militari, civili e strutture umanitarie. Almeno 14 persone sarebbero rimaste uccise.

“Tale attacco era assolutamente imprevisto e mette ora a rischio le vite di migliaia di rifugiati”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Mi appello al Camerun affinché continui a portare avanti la propria politica improntata all’apertura delle frontiere e all’ospitalità e affinché ponga fine ai rimpatri immediatamente, nel pieno rispetto degli obblighi concernenti la protezione dei rifugiati, conformemente sia alla propria legislazione nazionale, sia al diritto internazionale”.