Cambiamento climatico, ondate di calore sempre più frequenti e fatali

Uno studio della Columbia University rivela che le ondate di calore, pericolose e a volte fatali per il corpo umano, sono in aumento in alcune zone del pianeta, diventando una minaccia costante / Clima, entro il 2050 caldo intollerabile per oltre un miliardo di persone

Una donna beve acqua in una città d'Italia con temperatura sopra i 40 gradi

Le ondate di umidità e caldo estremo sono sempre più frequenti in tutto il mondo, e potrebbero già minacciare la sopravvivenza umana: sono le conseguenze del cambiamento climatico globale. Lo rivela un nuovo studio della Columbia University, pubblicato su Science Advances.

Gli scienziati hanno identificato migliaia di focolai geografici in cui si è rilevata questa combinazione meteorologica mortale in alcune parti dell’Asia, dell’Africa, dell’Australia, del Sud America e del Nord America, compresi diversi punti caldi lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti.

La minaccia del caldo umido è più pericolosa del caldo secco perché influenza la sudorazione, il sistema di raffreddamento naturale del corpo. In condizioni di siccità e caldo estremo, il corpo si raffredda grazie all’espulsione del sudore attraverso la pelle, da dove poi evapora. L’umidità, però, rallenta l’evaporazione, e può anche arrestarla completamente in condizioni estreme.

Il corpo, senza sudorazione, si surriscalda eccessivamente, gli organi interni possono iniziare a cedere e in breve tempo si può arrivare alla morte. Si arriva a questo punto quando la cosiddetta temperatura di bulbo umido, una misura che combina la temperatura dell’aria e l’umidità, raggiunge i 35 gradi centigradi.

“Studi precedenti prevedevano che ciò sarebbe accaduto tra diversi decenni, ma i risultati dello studio dimostrano che in alcune aree del mondo sta già accadendo” ha spiegato Colin Raymond, l’autore principale della ricerca. “Questi eventi  aumenteranno, colpendo porzioni di territorio sempre più vaste”.

Gli studi precedenti erano basati sui dati di media, registrati per diverse ore in aree molto vaste, mentre il team della Columbia ha analizzato puntualmente i dati registrati da 7.877 singole stazioni meteorologiche dal 1979 a oggi, consentendo di individuare fenomeni localizzati di ondate di calore.

Il numero di eventi potenzialmente fatali di caldo umido è raddoppiato tra il 1979 e il 2017, e sta aumentando sia in frequenza che in intensità. Gli eventi più estremi si sono verificati lungo il Golfo Persico, dove la combinazione di calore e umidità ha superato il limite teorico di sopravvivenza umana in 14 occasioni. A Doha, per esempio, la capitale del Qatar, dove si terranno i Mondiali di calcio nel 2022, il fenomeno è stato registrato più volte.

Focolai leggermente meno estremi ma più frequenti sono stati rilevati anche in India, Bangladesh e Pakistan, nell’Australia nordoccidentale e nelle regioni costiere lungo il Mar Rosso e nel Golfo di California in Messico.

“Potremmo essere vicini a un vero e proprio punto di non ritorno” avvisa Radley Horton, coautore dello studio. L’aria condizionata dovrebbe contribuire a mitigare l’impatto, ma periodi più lunghi di permanenza al chiuso potrebbero avere conseguenze economiche devastanti. C’è anche da considerare il fatto che l’aria condizionata è un’opzione solo per le persone ricche, soprattutto nei paesi più poveri, dove quindi il rischio diventa maggiore.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE