Cambiamenti climatici e informazione al Festival di giornalismo di Perugia

Per Mauro Buonocore, responsabile del Centro Euro-Mediterraneo, “l’informazione dovrebbe concentrarsi sulle soluzioni e sugli strumenti che vengono dalla scienza”

Un''immagine del Festival di Giornalismo di Perugia

Al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, in programma fino a domenica 7 aprile, si sta parlando molto anche di ambiente e cambiamenti climatici. Tra gli interventi più interessanti di questi giorni c’è stato quello di Mauro Buonocore, responsabile della comunicazione del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici. “Difficile dire che i media italiani stiano facendo abbastanza per sensibilizzare la popolazione sui cambiamenti climatici – ha spiegato in un colloquio con l’agenzia Ansa -. La comunicazione sul clima è soprattutto anglofona. In italia si parla di clima soprattutto in occasione degli eventi estremi, mentre in realtà dovremmo parlare di clima e di ambiente sempre, concentrandoci sulle soluzioni che ci offre la scienza”.

“Sicuramente l’informazione sui cambiamenti climatici andrebbe curata con più attenzione – ha proseguito – Secondo una ricerca di Eurobarometro, la popolazione in Italia e in Europa è mediamente informata sui temi del clima ed è anche lievemente allarmata. Ma quando il tema entra in competizione con altri argomenti di attualità, come ad esempio l’occupazione, questi ultimi vengono percepiti come più urgenti perché si ritiene che i cambiamenti climatici riguardino il futuro”.

“L’informazione dovrebbe concentrarsi sulle soluzioni, sugli strumenti che abbiamo a disposizione e sulle informazioni che vengono dalla scienza – ha sottolineato -. Lo sforzo degli scienziati del clima, da qualche anno a questa parte, è enorme per fornire la conoscenza di cui abbiamo urgente necessità per capire in quale direzione dobbiamo agire per fare in modo che le istituzioni pubbliche, ma anche le aziende private, prendano decisioni scientificamente informate. Abbiamo bisogno di tre cose: più scienza, più conoscenza scientifica e più investimenti. Anche gli scienziati dovrebbero fare un piccolo sforzo per comunicare bene le soluzioni che abbiamo a disposizione per affrontare le sfide del futuro”.

“Il movimento nato dall’iniziativa Greta Thumberg – ha concluso – contribuisce a sensibilizzare le persone sul tema dei cambiamenti climatici. Soprattutto mobilita i giovani che sono le persone che hanno più diretto interesse al tema e sono gli elettori del futuro. Per questo, possono chiedere ai governanti di prendere le decisioni giuste, basate sulle conoscenze che la comunità scientifica mette a disposizione”.