sabato 23 Gennaio 2021

Cambiamenti climatici, nel 2019 oltre 4.500 vittime

Ciclone Idai, un villaggio devastato

Nel 2019 gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato la morte di oltre 4.500 persone. Un dato inquietante, emerso dal report annuale della ong inglese Christian Aid, intitolato “Counting the Cost 2019: a year of climate breakdown” e diffuso lo scorso 27 dicembre.

Secondo lo studio sono stati 15 gli eventi climatici che hanno avuto gli effetti più devastanti per l’ambiente e per l’incolumità delle persone. Ognuno di essi ha provocato danni pari a oltre un miliardo di dollari.

Vittime e sfollati

I Paesi maggiormente colpiti sono stati quelli più svantaggiati. Le inondazioni che hanno interessato Argentina e Uruguay, verificatesi nel gennaio del 2019, hanno fatto registrare 11mila sfollati e danni per 2,5 miliardi di dollari. A marzo il ciclone Idai, con epicentri in Zimbabwe, Mozambico e Malawi, ha ucciso 1.300 persone e causato 2 miliardi di danni. Tra maggio e giugno il ciclone Fani in India e Bangladesh ha provocato 89 vittime e danni per 8,1 miliardi. Ancora in India, nel nord del Paese, tra giugno e ottobre un’ondata di alluvioni ha causato 1.900 morti e danni per 10,1 miliardi di dollari.

Danni economici

Nel 2019, il Paese che ha pagato a più caro prezzo gli effetti dei cambiamenti climatici sono stati gli Stati Uniti. In California gli incendi registratisi a più riprese hanno ridotto in cenere intere aree agricole e causato danni per oltre 25 miliardi di dollari. Sempre negli Stati Uniti l’uragano Dorian, abbattutosi lungo la costa orientale del Paese, ha ucciso oltre 670 persone e fatto danni per 11,4 miliardi. In Giappone tra settembre e ottobre i tifoni Faxai e Hagibis ha portato danni pari a 20 miliardi di dollari. In Europa, invece, perdite ingenti sono state causate dalla tempesta Eberhard che a marzo ha colpito a turno Inghilterra, Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.

Le cause dei cambiamenti climatici

Per la ong Christian Aid se è vero che in molti casi queste catastrofi sono collegate a cambiamenti nei modelli meteorologici, e dunque a «temperature più elevate» e «precipitazioni ridotte che hanno reso gli incendi più probabili» o «temperature più calde dell’acqua che hanno sovraccaricato le tempeste tropicali», è altrettanto vero che non possono essere sottaciute le responsabilità dirette dell’uomo, in particolare per quando avvenuto con il ciclone Idai in Africa, con le inondazioni in India e con quanto verificatosi negli Stati Uniti.

“Il 2020 sarà un anno cruciale per il modo in cui il mondo risponderà alla crescente crisi climatica – ha commentato Kat Kramer, coautrice del rapporto e responsabile dell’area Clima presso Christian Aid – L’anno scorso, le emissioni anidride carbonica hanno continuato ad aumentare, quindi è essenziale che le nazioni migliorino e rinnovino al più presto i propri impegni per agire e adempiere agli accordi di Parigi”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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