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Calabria, sequestrate 71 villette costruite abusivamente sulla costa ionica

Plauso di Legambiente Calabria: «Procedere con l’abbattimento dell’ecomostro per restituire l’area all’uso collettivo e ripristinare la legalità». Secondo il Rapporto Ecomafia 2020 la regione è al terzo posto nel ciclo illegale del cemento

Viva soddisfazione è stata espressa da Legambiente Calabria per la notizia del sequestro di 71 villette costruite abusivamente a Caminia di Stalettì su demanio marittimo, in violazione della normativa urbanistico-edilizia su un’area di circa 5.700 mq.

Il sequestro dei fabbricati abusivi è stato operato grazie all’operazione congiunta denominata “Sea View” condotta dai Carabinieri della sezione di Pg della Procura di  Catanzaro, dalla Guardia Costiera di Soverato e con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Soverato, in esecuzione del decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro sulla scorta delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica guidata dal Dott. Nicola Gratteri.

«Caminia di Stalettì – dichiara la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta-
con la sua lunga spiaggia e la sua scogliera a picco sul mare, è una della località più belle
dell’intera costa jonica calabrese, un luogo simbolo dell’incanto naturale della nostra regione che, nel corso del tempo è stato in parte devastato dalla cementificazione selvaggia e dall’inerzia delle Istituzioni protrattasi negli anni. Le case si trovano a pochi metri dal mare, in spregio alla normativa di tutela delle coste e con dubbi anche su l’allaccio alle fognature».

«Legambiente Calabria – aggiunge la presidente – sta seguendo da tempo la vicenda di
Caminia di Stalettì, affinché venga fatta giustizia nei confronti dell’ambiente e dei calabresi. Bisogna adesso procedere, nel breve tempo possibile, con l’abbattimento dei fabbricati abusivi per restituire l’area all’uso collettivo e dare un segnale forte di ripristino della legalità».

Abusivismo edilizio: l’emendamento proposto da Legambiente

«La lotta contro l’abusivismo edilizio, che in Calabria è un fenomeno devastante, – prosegue la presidente Parretta – è stato reso più efficace grazie alla recente approvazione di un emendamento, proposto proprio da Legambiente, al decreto semplificazioni modificativo dell’art. 41 del DPR n. 380/2001, che consente l’intervento dei Prefetti ed il supporto del Genio militare. Finalmente, potranno essere attivate le ruspe per abbattere quell’80% di immobili già colpiti da ordinanze di demolizione ma ancora in piedi, in spregio alla normativa vigente».

Ciclo illegale del cemento: Calabria al terzo posto

È di una settimana fa l’ultimo Rapporto Ecomafia stilato da Legambiente Onlus in cui la Calabria, oltre a classificarsi al quarto posto per reati ambientali, nella tabella relativa al ciclo illegale del cemento, si posiziona al terzo posto con 1.173 reati, 1.352 persone denunciate, 9 persone arrestate e 459 sequestri. Nella classifica provinciale del ciclo illegale del cemento, nelle prime venti posizioni, troviamo Cosenza al sesto posto con 420 reati; posizione numero 11 per Vibo Valentia con 297 reati e Reggio Calabria, con 272 reati, raggiunge il tredicesimo posto.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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