Preapertura della caccia: la denuncia di Lipu-BirdLife Italia

Sono 15 le regioni che hanno autorizzato l’inizio anticipato della stagione venatoria. A rischio la tortora selvatica e molte altre specie di uccelli

Preapertura stagione caccia, la denuncia di Lipu-BirdLife Italia

Lipu-BirdLife Italia lancia l’allarme in vista dell’imminente preapertura della stagione venatoria prevista in molte regioni italiane da sabato 1 settembre. Sono 15 le regioni che hanno autorizzato la preapertura con in testa Sicilia (anticipo di 11 giorni rispetto all’inizio fissato a livello nazionale il 16 settembre), Piemonte e Marche (dove si inizierà a cacciare con 7 giornate di anticipo).

Per Lipu-BirdLife Italia questi casi rappresentano una sostanziale violazione della legge 157/92. “La preapertura della stagione venatoria sebbene consentita dalla legge 157/92 – spiega la Lega Italiana Protezione Uccelli – è una pessima abitudine, priva di esigenze ambientali e tale da danneggiare una specie globalmente minacciata come la tortora selvatica e, inoltre, disturbare le delicate fasi finali della nidificazione per molte altre. Le regioni italiane soddisfano, ancora oggi, ogni richiesta venatoria, come fossero una sorta di bancomat della caccia, dimenticando che la loro prima missione è tutelare la natura”.

Tra le specie più a rischio già in questi giorni di preapertura c’è la tortora selvatica, classificata Spec 1 da BirdLife International, ossia globalmente minacciata di estinzione, per la quale la Commissione europea sta chiedendo agli Stati membri interessati di sospenderne la cacciabilità, attraverso una moratoria del singolo stato membro. Nonostante ciò, e nonostante l’avvertimento del Ministero dell’Ambiente, la tortora selvatica è stata inserita tra le specie cacciabili dalle regioni in cui scatta la preapertura della stagione. 

Specie a rischio sono anche la pavoncella, il moriglione, la coturnice, il tordo sassello. Altre sono in cattivo stato di conservazione come l’allodola e, dove presente, la pernice bianca. Già dai prossimi giorni tutti questi animali finiranno sotto i colpi di 600mila cacciatori in tutta Italia. 

Ma non solo. Perché, denuncia Lipu-BirdLife Italia, alla gravità del quadro sostanziale si affianca quella formale, ovvero i veri e propri stratagemmi messi in atto da molte regioni per difendere le fragilissime previsioni pro-venatorie ed evitare ricorsi. Il caso emblematico è quello della Puglia, che a poche ore dalla preapertura non ha ancora pubblicato il calendario venatorio, che pure per legge dovrebbe essere ufficiale entro il 15 giugno. “Un caso clamoroso, quello pugliese, anche per la perdurante assenza del Piano faunistico regionale, strumento essenziale per poter svolgere l’attività venatoria, che sarà oggetto, assieme ad altri, delle attenzioni critiche e delle opportune azioni giuridiche, a livello regionale e internazionale – conclude la Lega Italiana Protezione Uccelli – Non si può giocare con il patrimonio naturale della collettività come fosse un bene privato”.