martedì 18 Maggio 2021

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Caccia: “Per la tortora selvatica la Calabria è l’unica salvezza”

A dirlo sono Legambiente, Lipu e Wwf: durante il tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni si è discusso il piano nazionale di gestione della specie protetta. Ma solo l’assessore Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, ha resistito alle pressioni delle associazioni venatorie

Il 20 aprile, si è tenuto il tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni durante il quale si è discusso il Piano Nazionale di gestione della tortora selvatica. Il Piano, predisposto dal ministero della Transizione ecologica (Mite) e dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), prevede una serie di misure a favore di una specie in gravissimo stato di conservazione, tra cui la non cacciabilità della tortora durante la cosiddetta preapertura, cioè l’apertura anticipata della stagione di caccia. Questa minima misura di tutela non è stata gradita dai cacciatori che “temono di non fare in tempo ad uccidere le tortore selvatiche prima della loro partenza migratoria verso l’Africa che avviene tra i mesi di agosto e settembre”. Per questa ragione le associazioni venatorie stanno facendo enormi pressioni sulle regioni.

“Ieri, in sede di Conferenza Stato Regioni il piano di gestione della Tortora non è stato approvato perché la Calabria, con l’Assessore De Caprio, si è opposta all’emendamento, voluto da tutte le altre regioni, per consentire la caccia in preapertura (sin dal 1 settembre) – spiega Nino Morabito responsabile Fauna Legambiente – Orbene una misura così irrilevante, che è di gran lunga molto meno del minimo necessario per tentare di salvare una specie in drastico calo numerico, vede tutte le Regioni attaccare, e anche insultare, verbalmente l’assessore reo di aver impedito, con la sua contrarietà a far modificare il nefasto Piano nazionale”.

 Il Capitano Ultimo in difesa

Unica voce fuori dal coro è stato l’assessore regionale all’ambiente della Calabria, Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo.  A raccontarlo in una nota Legambiente Calabria, Lipu Calabria, WWF Calabria. “Quanto all’accusa rivolta alla Regione Calabria – prosegue la nota- da parte delle associazioni venatorie, di avere assunto una posizione “ideologica contro la caccia è del tutto campata in aria visto che le posizioni assunte dall’Assessorato sono basate semplicemente sulla base di valutazioni oggettive e tecniche che si limitano, tra l’altro, a sancire il rispetto della legge vigente, ovvero prevedere la caccia alla tortora dalla terza domenica di settembre”. Legambiente Calabria, Lipu Calabria e WWF Calabria ringraziano e manifestano pieno supporto “all’Assessore De Caprio che ha dimostrato, ancora una volta, la sua libertà e il suo coraggio nell’assumere le scelte giuste invece che quelle “di comodo”. Allo stesso tempo le Associazioni denunciano e stigmatizzano con forza quanto accaduto nel corso della riunione di ieri. “Chiediamo al Presidente Spirlì – concludono le associazioni – di sostenere con fermezza la posizione della Calabria e del suo assessore e confermare il diniego alla caccia in preapertura, in coerenza con il Piano elaborato dal ministero”.

De Caprio: “La nostra una posizione logica e non ideologica”

«In Conferenza Stato-Regioni abbiamo detto una cosa semplice: una specie che è dichiarata in difficoltà, vale a dire la tortora selvatica, deve essere aiutata a uscire da questo stato di difficoltà per come indicano l’Unione Europea e l’Ispra. Per questo motivo abbiamo votato contro ad azioni che avrebbero comportato un aggravamento delle difficoltà di questa specie. In queste mie poche parole c’è tutto: c’è la nostra posizione che non è ideologica ma logica, e che non è stata condivisa da tutte le altre Regioni». Lo ha dichiarato a Nuova Ecologia l’assessore regionale all’ambiente della Calabria, Sergio De Caprio.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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