Buenos Aires, muoiono animali nello zoo in abbandono

Negli ultimi giorni sono deceduti una giraffa e un rinoceronte. Ambientalisti e animalisti argentini sul piede di guerra per il degrado dell’Ecoparque, assediato da topi e scarafaggi

foto di un rinoceronte nello zoo di Buenos Aires

Lo zoo di Buenos Aires, che alle sue origini nel 1875 fu pioniere in America latina e che ebbe una stagione di splendore all’inizio del secolo scorso grazie al naturalista romano Clemente Onelli, è attualmente in stato di abbandono e di allarme per l’improvvisa morte di una giraffa e un rinoceronte femmina. Ambientalisti e animalisti argentini sono sul piede di guerra per il degrado di quello che oggi si chiama ‘Ecoparque’, ma che è al centro di un’invasione di topi e scarafaggi che stanno letteralmente assediando i pochi animali rimasti.

In una denuncia penale presentata da Claudio Bertonatti, ex direttore dello zoo, contro il governatore della capitale, Horacio Rodríguez Larreta, si sottolinea che la riduzione del personale specializzato e la scarsezza di alimentazione hanno trasformato quello che era un gioiello in inferno per la sua residua popolazione animale. Bertonatti ha rivelato ai media che “poco tempo fa il recinto dei rinoceronti ha subito un’inondazione. Di conseguenza una femmina, di nome Ruth, ha contratto un’infezione che l’ha portata alla morte il 14 luglio”. Pochi giorni prima, ha denunciato ancora, Shaki, una delle tre giraffe di cui dispone lo zoo ha sofferto uno scompenso generalizzato che l’ha uccisa.

In realtà, già negli anni scorsi erano deceduti altri animali a causa di disfunzioni nelle infrastrutture e nell’assistenza, fra cui un orso polare, una giraffa nata da pochi giorni, un leone marino e undici carpe. Per anni gli argentini hanno visitato questo zoo, che si trova in una zona centrale di Buenos Aires su un’area di 18 ettari con un arredamento tipico delle ville romane. All’epoca del suo massimo splendore, fra il 1904 ed il 1920, Onelli riunì il meglio dell’esperienza europea, riuscendo a triplicare il numero dei visitatori, portandoli dagli originari 140mila a mezzo milione l’anno.

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