Brasile, ucciso un altro leader indigeno che lottava in difesa dell’Amazzonia

Cresce la violenza contro i “Guardiani della foresta”: Zezico Guajajara è il quinto volontario assassinato negli ultimi cinque mesi. E gli omicidi rimangono impuniti / Eroi dell’ambiente, ucciso un guardiano dell’Amazzonia

Zezico Rodrigues Guajajara, un leader indigeno di spicco del territorio di Araribóia, nello stato amazzonico del Maranhão, in Brasile, è stato assassinato ieri pomeriggio, martedì 31 marzo. Il suo corpo è stato trovato vicino al suo villaggio, Zutiwa, nel comune di Arame, che ospita circa 1.000 indigeni. Secondo le informazioni ottenute da Amazônia Real, Zezico stava tornando al suo villaggio in moto quando è stato ucciso con un fucile da caccia. Non si hanno ancora informazioni sul movente del crimine o su chi sia l’assassino, ma si sospetta che siano coinvolti i commercianti illegali di legname che l’avevano ripetutamente minacciato. La sua uccisione non è un incidente isolato, ma è legata ai recenti omicidi di indigeni che hanno subìto le conseguenze delle attività criminali di privati o gruppi economici interessati alle risorse amazzoniche, che invadono le loro terre e minacciano le loro vite, rimanendo impuniti. Gli indigeni Guajajara sono circa 27 mila, abitano più di 11 territori nella regione orientale del Maranhão, hanno una lingua propria e quasi 400 anni di storia e cultura legati a quella terra, segnata da rivolte e tragedie. 

Zezico Rodrigues è il quinto indigeno Guajajara ucciso negli ultimi cinque mesi. Il 1° novembre scorso, infatti, era stato già ucciso Paulo Paulino Guajajara, leader del gruppo “I guardiani della foresta” (120 giovani volontari impegnati nella difesa del territorio di foresta e dei diritti delle popolazioni indigene) in un’imboscata di commercianti di legname nel territorio di Araribóia. Il 7 dicembre fu la volta di Firmino Prexede Guajajara e Raimundo Benício Guajajara, uccisi in una sparatoria in auto. Il 13 dicembre è mancato il quindicenne Erisvan Guajajara, pugnalato a morte nel comune di Amarante. In quest’escalation di violenza, Zezico era diventato il leader e portavoce del gruppo. Per 23 anni ha servito il suo popolo come insegnante ed è stato riconosciuto come uno dei leader più importanti dei Guajajara per la sua lunga difesa del territorio di Arariboia. Il suo sostegno ai Guardiani della Foresta è stato determinante per il successo di questo gruppo nella lotta alla deforestazione illegale. 

 

Dopo l’assassinio di Paulino, Zezico è diventato il principale portavoce del popolo Guajajara, denunciando le invasioni e gli attacchi illegali nella regione. Il suo villaggio, Zutiwa, era uno dei principali bersagli degli incendi dolosi, e lui conosceva bene il motivo di quegli attacchi. Sapeva di essere in pericolo. Aveva richiesto supporto logistico, materiale e attrezzature per combattere gli incendi e i criminali illegali. In una delle sue ultime interviste, aveva detto: “Noi, il popolo Guajajara, dipendiamo da questa terra, ne sopravviviamo. La nostra cultura, la nostra identità e i nostri valori sono legati al nostro territorio. La nostra visione è che la Terra ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di lei. Non abbiamo risorse finanziarie o politiche del governo brasiliano che ci sostengano in questa battaglia per il nostro territorio, ma continuiamo a combattere perché è l’unica scelta che abbiamo. Le minacce sono contro di noi, Guardiani della Foresta, ma il governo non interviene mai. In tutto questo periodo abbiamo perso i nostri guerrieri senza che i loro assassini fossero mai puniti. Il Funai (la Fondazione nazionale responsabile della protezione degli indigeni e dei loro territori, ndr) conosce tutta la storia, ma ha sempre coperto gli omicidi, cioè non ha chiesto ulteriori indagini. Più volte abbiamo denunciato e chiesto giustizia contro le mafie locali, ma senza ricevere risposte”.

“Il governo brasiliano è connivente e complice di queste uccisioni”, afferma Ana Paula Vargas, responsabile del programma Brasile di Amazon Watch. Secondo l’autorevole quotidiano brasiliano Folha de São Paulo, minacce e tensioni stanno costringendo i Guardiani della Foresta ad abbandonare le loro terre. Le autorità locali, intanto, hanno deciso di mettere in sicurezza tre Guardiani, allontanandoli dal territorio: il coordinatore del gruppo, Olímpio Guajajara, e Laércio e Auro Guajajara (uno dei quali, Laércio, è sopravvissuto all’agguato che ha ucciso Paulino). Questa settimana la Corte federale dello Stato di Maranhão ha accettato la denuncia del procuratore federale contro due degli accusati dell’omicidio di Paulino, mentre il governo dello Stato di Maranhão ha avviato un’indagine sulla morte di Zezico. Il Coordinamento del Funai di Arame ha richiesto il supporto urgente della Segreteria di Stato di Pubblica Sicurezza per indagare più a fondo sull’omicidio, ma la vicenda è un chiaro esempio della condizione di insicurezza e vulnerabilità in cui vivono quotidianamente tutti i popoli indigeni del Brasile.

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