Brasile, uccisi due Yanomami da cercatori d’oro

Notizia diffusa da Survival International. Le vittime appartenevano alla comunità di Xaruna, che vive vicino al confine con il Venezuela, dove tanti altri indigeni stanno muorendo a causa dell’arrivo del Covid-19 / FIRMA LA PETIZIONE A DIFESA DEL POPOLO YANOMAMI

YAMOMANI UCCISI BRASILE

Nuovi omicidi di indigeni in Brasile. Secondo quanto riportato il 30 giugno da Survival International, il Movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, due uomini Yanomami, il più grande popolo del Sud America a vivere in relativo isolamento, sarebbero stati uccisi da cercatori d’oro nel nord del Brasile. Le vittime appartenevano alla comunità di Xaruna, residente vicino al confine con il Venezuela, lungo un affluente del fiume Uraricoera, epicentro della corsa all’oro.

“L’omicidio di altri due Yanomami da parte dei cercatori d’oro dovrebbe essere indagato con rigore e rafforza la necessità che il Brasile agisca con urgenza per rimuovere immediatamente tutti i cercatori d’oro che sfruttano illegalmente il territorio degli Yanomami, e che minacciano e attaccano le comunità indigene che vi vivono” ha dichiarato in un comunicato Hutukara, una delle organizzazioni locali più attive a difesa di questo popolo. “Chiediamo che le autorità prendano tutte le misure necessarie per fermare l’attività estrattiva che continua a prendersi delle vite Yanomami”.

“Stiamo assistendo a una terribile replica delle condizioni che, 27 anni fa, portarono al massacro di Haximu”, ha commentato la direttrice del Dipartimento Ricerca e Advocacy di Survival International Fiona Watson, che lavora da trent’anni a fianco degli Yanomami e ha visitato molte volte il loro territorio. “Un cocktail velenoso fatto di un’incontrollata corsa all’oro, di malattie, distruzione della foresta, inquinamento dei fiumi e minatori impegnati a uccidere qualsiasi Yanomami incontrino sulla loro strada”.

Non c’è tregua, dunque, per questa e altre popolazioni indigene che vivono in Sud America. Nel 1993, un conflitto simile scatenò un ciclo di violenze che portarono al massacro di Haximu, nel corso del quale vennero uccisi 16 Yanomami. Tempo dopo, i tribunali brasiliani dichiararono il massacro come un atto di genocidio. Ma non solo. Perché oltre alle violenze, i cercatori d’oro stanno introducendo il Covid-19 nel territorio yanomami. Molti di loro sono morti e altre decine sono rimasti contagiati.

I timori per la devastazione che la malattia può comportare per il loro popolo, hanno spinto molte organizzazioni yanomami, tra cui Hutukara, a lanciare agli inizi di giugno la campagna #ForaGarimpoForaCovid – #MinersOutCovidOu. “La pressione dell’opinione pubblica è ora determinante per costringere il governo ad agire e a cacciare i cercatori d’oro. Il futuro degli Yanomami dipende da questo. Per favore, firmate la loro petizione”, ha dichiarato Fiona Watson.

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