Chiude il centro di recupero delle tartarughe marine di Brancaleone

Ferservizi non intende rinnovare il contratto di comodato d’uso per l’utilizzo della stazione ferroviaria. In dodici anni di attività la struttura ha tratto in salvo oltre 600 esemplari vittime della pesca e dell’inquinamento

Il salvataggio di una tartaruga a Brancaleone

Chiude dopo dodici anni di attività il Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria. Il 12 novembre il Comune ha intimato lo sgombero dei locali.

Il motivo lo spiegano in una nota Filippo Armonio e Tania Il Grande dell’Associazione Blue Conservancy Onlus. “Ferservizi (Gruppo Ferrovie dello Stato) – spiegano – non intende più rinnovare il contratto di comodato d’uso per i locali della stazione ferroviaria che dal 2006 ospitano il CRTM di Brancaleone (concessi in comodato d’uso dal suddetto Comune alla nostra onlus, la quale ha sempre provveduto ad autofinanziarsi nella gestione senza mai gravare su alcuna istituzione) e chiede, quindi, di tornarne in possesso”.

Per l’Associazione la decisione è un fulmine a ciel sereno. Il Centro in questi anni ha infatti portato la piccola cittadina di Brancaleone ad avere una risonanza mediatica positiva a livello nazionale e internazionale per quanto concerne la tutela e conservazione delle tartarughe marine.

“Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze ma, non essendoci alternative, siamo costretti a chiudere definitivamente il CRTM di Brancaleone, una piccola realtà della costa ionica calabrese che, in 12 anni, ha tratto in salvo oltre 600 tartarughe marine vittime della pesca e dell’inquinamento, ospitato e formato oltre 1000 volontari e studenti, sensibilizzato circa 8000 scolari e diverse decine di migliaia di turisti e visitatori della struttura”, prosegue la nota.

“In questa assurda vicenda – conclude il comunicato – a pagarne le spese maggiori sono, purtroppo, le tartarughe marine che, senza le attività di soccorso e quelle non meno importanti di educazione e sensibilizzazione di grandi e piccini, non sarà più possibile salvare da ora in avanti”.