sabato 28 Novembre 2020

Bracconieri in trappola

bracconieri  in trappola contro caccia

Sangue freddo, testa sulle spalle e voglia di fermare la strage di uccelli migratori che ogni anno viene perpetrata in diversi “punti caldi” del Mediterraneo. Sono queste le caratteristiche più importanti per partecipare ai campi antibracconaggio organizzati dal Cabs, acronimo di Committee against bird slaughter, un’organizzazione nata nel 1975 a Berlino ma ancora oggi molto attiva nel contrasto alle attività di caccia illegale.
Il Cabs organizza numerosi campi per la protezione degli uccelli, la maggior parte dei quali si svolgono in primavera e in autunno, durante i grandi movimenti migratori, in Italia, Germania, Malta e Cipro.
Oltre duecento volontari provenienti da tutta Europa partecipano ogni anno a queste operazioni, distruggendo fino a 30mila trappole a stagione e contribuendo alla cattura di centinaia di bracconieri.
Andrea Rutigliano è uno degli attivisti più esperti del Cabs, spesso in viaggio fra il Vecchio Continente e il Nord Africa per coordinare le attività dell’organizzazione. «Durante i campi i volontari escono spesso prima dell’alba alla ricerca dei punti in cui cacciatori e bracconieri piazzano reti, trappole o sparano illegalmente sugli animali – racconta – Le trappole che troviamo vengono rimosse e gli uccelli liberati, quando ancora in vita. Cerchiamo anche di recuperare materiale video o fotografico per poi sporgere denuncia, perché molto spesso a leggi repressive non corrispondono gli opportuni controlli». Non di rado capita ai volontari di cogliere sul fatto i bracconieri, di doversi scontrare con l’omertà o la collusione degli abitanti e dei contadini. Per questo il Cabs ricerca nei suoi volontari qualità specifiche: «Oltre al coraggio – spiega Andrea – valutiamo molto seriamente la capacità di resistere alle provocazioni, perché siamo un’organizzazione che opera con metodi nonviolenti».
Il tutto condito da una buona dose di scaltrezza, utile per poter lavorare sotto copertura, muovendosi con cautela e imparando a utilizzare fototrappole nascoste o altri sistemi di monitoraggio dei bracconieri.

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

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