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Bollette, Timmermans: “Costo energia dovuto a carenze di mercato, acceleriamo sulle rinnovabili”

“Se avessimo fatto il Green deal 5 anni fa saremmo meno dipendenti dalle fonti fossili e dal gas naturale”. Così il vicepresidente della Commissione europea presentando il pacchetto Fit for 55 al Parlamento europeo. Le associazioni: “Il ministro Cingolani lavori per la Transizione ecologica invece di criticarla”

In occasione della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo oggi il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha sottolineato l’importanza di accelerare il processo di transizione energetica sottolineando che, se il Green Deal fosse stato fatto 5 anni fa “non saremmo in questa situazione, perché saremmo meno dipendenti dalle fonti fossili e dal gas naturale”. Sul caro energia registrato nell’ultimo periodo ha dichiarato: “Non dobbiamo essere paralizzati dall’aumento dei prezzi dell’energia e rallentare la transizione, ma anzi dobbiamo accelerare per far sì che l’energia da fonti rinnovabili sia disponibile a tutti. Solo un quinto dell’attuale aumento dei prezzi può essere attribuito alla crescita del prezzo della CO2, il resto dipende dalle carenze del mercato”.

Sul clima, presentando il pacchetto Fit for 55 al Parlamento europeo, incalza: “credo che ce la possiamo fare, possiamo trasformare la Cop26 a Glasgow in un successo. Ma ancora di più penso che riusciremo ad evitare la crisi climatica”. Precisando che nei prossimi giorni incontrerà le controparti americane, russe, cinesi, egiziane e turche poi, ha aggiunto: “Dobbiamo evitare che sfugga al nostro controllo e dobbiamo lasciare alle prossime generazioni una umanità che conosca i limiti del nostro pianeta, ma dobbiamo agire subito. C’ è un interesse reale nell’azione Europea e c’è un dialogo continuo con i cinesi per convincerli ad essere più ambiziosi”.

Da Genova intanto, il ministro Roberto Cingolani evidenzia le difficoltà della Transizione ecologica e non i vantaggi. Le associazioni Greenpeace, Legambiente e Wwf, in un comunicato congiunto, dichiarano: “Siamo alle solite: di fronte a un problema, si cerca di accusare i soldi spesi per una giusta causa (in questo caso il prezzo della CO2, in passato gli incentivi alle rinnovabili) per alzare una cortina fumogena. Questo impedisce di comprendere e ovviare alle dinamiche speculative internazionali sui prezzi e sull’approvvigionamento del gas. Ma soprattutto mette in ombra l’indubbio ruolo calmierante che le rinnovabili stanno avendo per la bolletta elettrica, visto che ci consentono di limitare le importazioni di gas. Non risulta inoltre chiaro il peso sulla bolletta del gas di altre voci, per esempio il mancato o parziale utilizzo delle infrastrutture del gas. Inoltre, il prezzo della CO2 ha soprattutto messo fuori mercato il carbone, non agito direttamente sul prezzo internazionale del gas. Viene il sospetto che si voglia creare il caso per giustificare una compensazione che rischia di essere un ulteriore sussidio ai combustibili fossili, oltre che una misura d’emergenza che non risolve i problemi strutturali”.

L’invito rivolto al ministro Cingolani dalle associazioni è quello di accelerare la Transizione ecologica, esponendo i fatti in modo completo e non per slogan.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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