domenica 24 Gennaio 2021

I rifugi di biodiversità sempre più minacciati dai cambiamenti climatici

biodiversità Australia

Secondo un autorevole studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, i rifugi di biodiversità che da millenni garantiscono la tutela di antiche specie animali e vegetali dagli effetti dei cambiamenti climatici, sono oggi a grave rischio a causa dell’aumento esponenziale dei livelli di riscaldamento globale. In pratica, secondo lo studio, più il pianeta continuerà a surriscaldarsi, più per quelle specie che sono state salvaguardate grazie a questi hotspot di biodiversità – come le foreste pluviali dell’Australia, le foreste guineane in Africa occidentale o le Ande – aumenterà il rischio di estinzione precoce.

Lo studio è arrivato a queste conclusioni raccogliendo e incrociando i dati sui livelli delle temperature e delle precipitazioni sulla terra e negli oceani negli ultimi 21.000 anni. Un’enorme mole di numeri successivamente esaminata tenendo conto dell’impatto dell’immissione di gas serra nell’atmosfera.

Damien Fordham, professore dell’Università di Adelaide e coautore della ricerca, nel commentare i risultati emersi dall’indagine ha confermato che è proprio grazie alla stabilità climatica dei rifugi di biodiversità – e alla presenza al loro interno di vegetazione autoctona – che moltissime specie hanno potuto continuare a sopravvivere per millenni, trovandovi riparo dopo essere state costrette a fuggire dai loro habitat naturali a causa dell’aumento delle temperature.

Adesso però l’accelerazione dei cambiamenti climatici, impressa in modo sempre più evidente dalle attività produttive e dai consumi dell’uomo, ha reso molto più improvvisi e variabili gli scossoni climatici, innescando emergenze ambientali (incendi, prolungati periodi di siccità, tempeste e piogge torrenziali) che impediscono di fatto alle specie in difficoltà di migrare verso i rifugi di biodiversità, decretandone di conseguenza la decimazione o, in alcuni casi, l’estinzione.

Di fronte a queste conclusioni la domanda che dobbiamo porci è quali azioni possiamo e dobbiamo intraprendere per salvaguardare questi ultimi hotspot di biodiversità. Processi lenti, come il graduale ripristino degli habitat originari, o difficili da accettare sul piano economico e politico, come la riduzione della pressione delle attività umane (dalla caccia all’estrazione selvaggia di materie prime), sono priorità che non possono più essere rinviate.

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

“Il primo follower” per una rivoluzione ambientale

Un libro-manuale per ecologisti, che verrà stampato grazie a crowdfunding. Quattro livelli di azione, di crescente difficoltà, che ciascuno di noi può applicare immediatamente

Rifiuti processo Resit: Cassazione conferma 18 anni a Cipriano Chianese, inventore ecomafie

Legambiente: “Soddisfazione per la conferma delle condanne. Continueremo nostro lavoro di denuncia e impegno per la rinascita della Terra dei fuochi”

Antonio Gramsci: tra resistenza sociale e resilienza ambientale

Nel 130esimo anniversario della nascita dell'uomo politico, viaggio alla riscoperta del suo pensiero e delle sue "intuizioni" ecologiste. Per comprendere come affrontare le sfide del presente

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

“Il primo follower” per una rivoluzione ambientale

Un libro-manuale per ecologisti, che verrà stampato grazie a crowdfunding. Quattro livelli di azione, di crescente difficoltà, che ciascuno di noi può applicare immediatamente

Rifiuti processo Resit: Cassazione conferma 18 anni a Cipriano Chianese, inventore ecomafie

Legambiente: “Soddisfazione per la conferma delle condanne. Continueremo nostro lavoro di denuncia e impegno per la rinascita della Terra dei fuochi”

Antonio Gramsci: tra resistenza sociale e resilienza ambientale

Nel 130esimo anniversario della nascita dell'uomo politico, viaggio alla riscoperta del suo pensiero e delle sue "intuizioni" ecologiste. Per comprendere come affrontare le sfide del presente

Sardegna da tutelare: firmato l’accordo tra la famiglia Abbado e Legambiente

Presentato oggi il progetto il cui obiettivo è promuovere programmi di tutela dell’ambiente e di ricerca nel terreno ad Alghero di Claudio Abbado, famoso direttore d’orchestra scomparso nel 2014. Un'area protetta negli anni per i suoi valori naturalistici

Le armonie della bellezza, presentazione dell’accordo sul terreno di Claudio Abbado

Appuntamento domani, 21 gennaio, alle ore 11.00 sulle pagine Facebook di Legambiente e della Nuova Ecologia e sul sito della Nuova Ecologia