Biodiesel Eni: prosegue istruttoria Autorità garante

L’istruttoria dell’Autorità conferma e aggrava la posizione di Eni che non ha ridotto del 40% l’inquinamento. La petizione per dire no all’olio di palma nei biocarburanti

L'immagine di una stazione di servizio di Eni

Sulle pagine de “Il fatto quotidiano” oggi si riprende la vicenda della pubbliciità dell’Eni, durata la bellezza di 3 anni e ancora in corso in alcune stazioni di rifornimento e sul web. E’ la pubblicità secondo la quale il gasolio “ENIdiesel+” permetteva a tutti di “ridurre le emissioni gassose fino al 40%”. Se ricordate la segnalazione nasce proprio da un post sulle nostre pagine nel gennaio scorso, che aveva poi dato origine all’apertura dell’istruttoria da parte dell’Autorità, riportata dalla stampa. La novità riportata oggi dall’articolo a firma Stefano Feltre (vicedirettore) riporta la conclusione dell’istruttoria dell’Autorità che conferma ed aggrava la posizione di Eni persino rispetto a quanto avevano scoperto nell’inchiesta su questa pagine della nostra rivista. L’Eni, almeno sino ad ora, non è riuscita a dimostrare una riduzione “fino al 40%” dell’inquinamento: la società petrolifera ha chiesto già 4 proroghe per condurre ulteriori test e prove e rinviato il giudizio finale sino al 22 dicembre prossimo. Ma nel frattempo è ormai appurato (niente meno che dagli Atti della Commissione Europea) che l’aggiunta di olio di palma, seppure certificati, peggiora le emissioni di CO2: almeno tre volte rispetto al gasolio fossile. Alla fine dell’operato dell’Autorità l’Eni, oltre a doveer ritirare la pubblicità, rischia una ammenda (il massimo è 5 milioni). Decisamente poco rispetto a quanto speende in pubblicità il nostro gigante petrolifero. Anche la semplice “condanna” sarebbe comunque una vittoria di principio formidabile: la prima volta nella storia giudiziaria italiana si condannerebbe il “greenwatching”, il finto verde.
E infine, un motivo di più, visto che la componente “finto bio” del biodiesel è comunque alla fine pagata dal consumatore (più o meno l’1% di ogni pieno di benzina e diesel), per togliere il sussidio ambientalmente dannoso all’olio di palma nei carburanti. E a questo proposito, firmate tutti www.change.org/unpienodipalle