Bio vero

Prodotti “sani” dal punto di vista etico e sociale. A chiederlo sono le persone, non il mercato. E sempre più aziende lo stanno capendo

L'immagine di una cassetta con prodotti biologici

di FABIO BRESCACIN*

Il biologico cresce perché le persone vogliono mangiare meglio, avere un ambiente più sano, sentirsi in sintonia con la Terra. Questa crescita porta anche un’attenzione maggiore a quello che il “mercato” desidera. Credo invece che il “mercato”, questa entità indefinita e preoccupante, non esista: esistono persone che fanno scelte. Ogni individuo è un essere a sé con ideali, bisogni, e necessità. Cosa chiedono, allora, le persone al biologico? In primo luogo un cibo sano, di qualità. Hanno ragione: se i cittadini vedessero quello che viene fatto nella catena della produzione alimentare convenzionale – negli allevamenti, nei campi, nelle industrie – si spaventerebbero.
Ma anche nel biologico c’è da compiere un salto in avanti sulla qualità. Basti pensare alle sementi e alla necessità di sviluppare una filiera dei semi autonoma dalle multinazionali. Altrettanto importante è il tema della concimazione. Diverso è usare il pellettato seppur consentito dal regolamento biologico, comprato in negozio, da quello che si produce all’interno delle aziende con gli scarti vegetali, il letame, il lavoro dell’agricoltore. Anche qui serve un’evoluzione chiara.
Avendo dietro di sé importanti ideali, il biologico deve dare un contributo concreto alla lotta ai cambiamenti climatici e, al contempo, rispondere anche a bisogni di tipo spirituale: il rapporto con la Terra, con la natura, con il creato.
Come azienda ci siamo posti sempre l’obiettivo di mettere assieme questi elementi e di collegarli alla sfida della giustizia sociale. Non si tratta di una spinta che viene solo da noi, che abbiamo cominciato a fare gli agricoltori e a vendere i prodotti biologici per fare la rivoluzione negli anni Settanta. Noi, come azienda, vorremmo proporci come la comunità che persegue l’ideale del vero bio, etico e sociale. Ci siamo dati un compito per i prossimi decenni: portare avanti i limiti, essere pionieri e cercare di creare una comunità positiva.

*Presidente Ecor Naturasì