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Gli Usa rientrano negli Accordi di Parigi sul clima

Nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il nuovo presidente degli USA ha firmato un ordine esecutivo per rimettere gli Stati Uniti al centro della lotta alla crisi climatica. Tra le altre prime decisioni il blocco del progetto dell’oleodotto Keystone XL

Joe Biden è stato di parola. Il 20 gennaio, nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, il nuovo presidente degli Stati Uniti ha firmato una serie di ordini esecutivi mettendo nero su bianco la parola fine sui quattro anni di Amministrazione Trump. Tra i quindici provvedimenti firmati due erano molto attesi: il ritorno degli Stati Uniti nell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e negli Accordi di Parigi contro i cambiamenti climatici.

In primavera vertice promosso dagli USA sul clima

E così, dopo la fragorosa uscita dal patto di Parigi sul clima fortemente voluta da Donald Trump, gli Stati Uniti si apprestano adesso a riprendere in mano il dossier e soprattutto, da secondo Paese al mondo per emissioni di gas serra, a varare una serie di azioni concrete per dare il loro necessario contributo alla lotta ai cambiamenti climatici e per fermare il riscaldamento globale. Non va dimenticato, infatti, che gli USA sono ul secondo più grande emettitore di gas serra del mondo.

Il primo concreto passo in questa direzione dovrebbe essere mosso in primavera per quando è previsto che Biden convochi un vertice internazionale in cui presenterà un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni da parte degli Stati Uniti e una serie di proposte per dare un contributo determinante all’azzeramento delle emissioni nette a livello globale entro il 2050.

Biden blocca l’oleodotto Keystone XL

Sul fronte energetico, la prima decisione presa da Biden ha riguardato invece lo stop al progetto di realizzazione dell’oleodotto Keystone XL. L’autorizzazione, respinta da Barack Obama nel 2015, era stata concessa nel 2017 da Trump. L’oleodotto dovrebbe estendersi per quasi duemila chilometri trasportando a regime circa 830mila barili di petrolio al giorno dalla regione di Alberta, in Canada, negli Stati Uniti attraverso il Montana, il South Dakota e il Nebraska. Attualmente l’opera è stata terminata in Canada ed è in via di completamento negli Usa. Finora è costata più di 9 miliardi di dollari. Il governo dell’Alberta si aspettava che in due anni dalla sua entrata in funzione avrebbe generato 2.000 posti di lavoro e, una volta terminato, entrate pari a 30 miliardi di dollari. A Biden spetta adesso un compito non semplice: non potendo cancellare quanto è stato già costruito, dovrà impedire che questo enorme investimento partorisca presto degli ecomostri. Che sarebbero dannosi per l’ambiente e a livello economico.

Stop all’estrazione di idrocarburi nelle aree protette

Sempre sul piano ambientale, il presidente intende annullare la decisione del suo predecessore di dare in concessione alle compagnie energetiche delle vaste aree protette a Bears Ears (Utah) e Grand Staircase-Escalante (nell’Arctic National Wildlife Refuge) per l’estrazione di petrolio e gas.

Dall’Italia, Costa: “Ottima notizia il rientro degli Usa negli Accordi di Parigi”

Dall’Italia tra i primi ad accogliere positivamente la decisione del presidente Biden di far rientrare gli Usa negli Accordi di Parigi sul clima è stato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Il rientro degli Usa negli accordi di Parigi, annunciato dal presidente Biden nel giorno del suo insediamento alla Casa Bianca, è un’ottima notizia, che ci riempie di gioia e speranza così come la volontà del neopresidente di convocare un summit sul clima con i leader delle maggiori economie durante i suoi primi 100 giorni”, ha dichiarato il ministro. “Porre la questione climatica al centro dell’azione politica è un passo fondamentale per il contrasto ai cambiamenti climatici – ha aggiunto Costa – e per la costruzione di un modello di sviluppo diverso, capace di coniugare crescita economica e sostenibilità. Tutti i Paesi del mondo devono essere uniti contro la crisi climatica, e poter avere nuovamente accanto in questo percorso un alleato fondamentale come gli Stati Uniti fa ben sperare che riusciremo a mantenere gli impegni presi, a vincere la sfida di lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta migliore e una società più giusta”.

Leggi anche:
Alec Ross: “clima ed energia le prime sfide di Biden”
Trump svende alle compagnie petrolifere un’area protetta dell’Alaska

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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