giovedì 21 Gennaio 2021

Bersani: “Se conosci la gestione privatistica, la eviti”

foto di Marco Bersani

Quella idrica è anche una crisi democratica. Così almeno la definisce Marco Bersani, portavoce del Forum dei movimenti per l’acqua bene comune, che da oltre dieci anni è fra i promotori di una battaglia per la ripubblicizzazione. La straordinaria partecipazione al referendum del 2011 non sembra aver scalfito più di tanto i decisori politici: «Se nemmeno una decisione sovrana della maggioranza assoluta del popolo italiano viene rispettata, è difficile poi chiedere alle persone fiducia e partecipazione».

Anche in Europa, come in Italia, si spinge verso le privatizzazioni?
In realtà non solo l’Europa non chiede la privatizzazione dell’acqua, sulla quale gli Stati membri e gli enti locali sono liberi di decidere, ma stiamo assistendo al processo contrario. Parigi è il caso più eclatante, ma sono diverse decine le città in Francia e Germania che sono andate verso la ripubblicizzazione. Perfino in Gran Bretagna, capofila delle privatizzazioni dai tempi di Mrs. Thatcher, si è aperta la discussione sull’inversione di rotta. Il fatto è che se conosci la gestione privatistica dell’acqua, la eviti. 

Quali sono le principali pecche della gestione idrica nel nostro Paese?
L’Italia soffre la totale mancanza di una pianificazione partecipativa della gestione della risorsa idrica, con una conseguente alta dispersione di acqua potabile, una manutenzione delle reti idriche pressoché inesistente e un conflitto per l’utilizzo che non trova luoghi di composizione. Penso ad esempio al lago di Bracciano, prosciugato dai prelievi di Acea, ma anche al conflitto latente nell’intera pianura padana fra utilizzo dell’acqua per scopi energetici, agricoli e civili, che presto assumerà preoccupanti connotati. Siamo nel pieno del cambiamento climatico e invece di costruire con tutte le comunità territoriali un modello diverso si preferisce lasciare l’acqua alla gestione privatistica del mercato. Ma il mercato non ha lo sguardo di medio e lungo termine, il suo orizzonte è l’indice di Borsa del giorno successivo. 

Concretamente, come dovrebbe funzionare un sistema ottimale?
Noi pensiamo che la gestione dell’acqua debba essere posta in capo alle comunità locali integrate fra loro all’interno di ambiti territoriali ottimali, che vanno disegnati seguendo il corso dell’acqua e non della politica amministrativa. Una gestione pubblica e partecipativa, assolutamente priva di lucro e finalizzata all’erogazione di un servizio che riconosca il diritto umano fondamentale e la conservazione della risorsa per le generazioni future. Per queste caratteristiche gli investimenti devono essere posti a carico della fiscalità generale e finanziati a tassi agevolati da una Cassa depositi e prestiti ricondotta al suo originario ruolo. La tariffa, scaglionata secondo parametri determinati dalle esigenze sociali e dalla lotta agli sprechi, dovrebbe coprire solo i costi vivi di erogazione del servizio. La manutenzione degli acquedotti, l’unica “grande opera” che ci piace, metterebbe in campo 10 miliardi di investimenti e duecentomila posti di lavoro.

 

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

Articoli correlati

Le armonie della bellezza, presentazione dell’accordo sul terreno di Claudio Abbado

Appuntamento domani, 21 gennaio, alle ore 11.00 sulle pagine Facebook di Legambiente e della Nuova Ecologia e sul sito della Nuova Ecologia

Sequestrato allevamento “lager” di 859 cani a Trecastelli, provincia di Ancona

Chihuahua, barboncini e maltesi maltrattati. Legambiente: "Gestione criminale, priva delle basilari attenzioni. Emergenza sanitaria senza precedenti, il più grande focolaio di brucellosi in Europa. Priorità assoluta alla salute di animali e persone”

I “Marcelli” che abitavano il futuro

Dal mensile di gennaio - Cini e Buiatti ci hanno insegnato che la scienza non è neutrale e neanche un’opinione. Parole che sono un faro oggi, fra comunicazioni scientifiche e di marketing sui vaccini, necessità di trasparenza dei dati e loro segretezza, rassicurazioni e negazionismo 

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Le armonie della bellezza, presentazione dell’accordo sul terreno di Claudio Abbado

Appuntamento domani, 21 gennaio, alle ore 11.00 sulle pagine Facebook di Legambiente e della Nuova Ecologia e sul sito della Nuova Ecologia

Sequestrato allevamento “lager” di 859 cani a Trecastelli, provincia di Ancona

Chihuahua, barboncini e maltesi maltrattati. Legambiente: "Gestione criminale, priva delle basilari attenzioni. Emergenza sanitaria senza precedenti, il più grande focolaio di brucellosi in Europa. Priorità assoluta alla salute di animali e persone”

I “Marcelli” che abitavano il futuro

Dal mensile di gennaio - Cini e Buiatti ci hanno insegnato che la scienza non è neutrale e neanche un’opinione. Parole che sono un faro oggi, fra comunicazioni scientifiche e di marketing sui vaccini, necessità di trasparenza dei dati e loro segretezza, rassicurazioni e negazionismo 

Progetto Ecco, nasce a Palermo il Ri-Hub della rigenerazione

Una collaborazione tra realtà locali per recuperare apparecchiature elettroniche. La partecipazione è aperta a tutti

La balenottera spiaggiata a Sorrento arriva a Napoli per necroscopia

Stanotte l'ultimo viaggio in mare per il mammifero che potrebbe essere il più grande mai visto nel Mediterraneo. Il Parco Marino di Punta Campanella:" Un esemplare straordinario"