Barclays decide di rispettare gli accordi di Parigi, zero carbonio entro il 2050

La Banca internazionale ha dichiarato, su pressione degli investitori, di voler allineare tutte le sue attività di finanziamento agli obiettivi imposti dagli accordi sul clima / Accordo di Parigi: quali prospettive ai cambiamenti climatici

L'immagine di una centrale a carbone

La banca internazionale Barclays, con sede a Londra, ha ceduto alle pressioni degli investitori e ha annunciato il progetto di ridurre a zero la sua impronta di carbonio entro il 2050. La banca si è impegnata ad allineare tutte le sue attività di finanziamento agli obiettivi e alle tempistiche dell’accordo di Parigi, a partire dai settori dell’energia e dell’elettricità, e a pubblicare “obiettivi trasparenti” in modo da lasciare traccia dei progressi fatti. Fino a qualche tempo fa, Barclays è stata nel mirino internazionale come una delle banche che alimentavano maggiormente il cambiamento climatico, è stato il primo finanziatore europeo di combustibili fossili negli ultimi quattro anni ed è il settimo a livello globale, secondo un recente rapporto del Rainforest Action Network. La banca ha fornito più di 118 miliardi di dollari di servizi finanziari ad aziende e progetti ad alta intensità di carbonio, ha investito in sabbie bitumonose e l’anno scorso è stato il maggiore finanziatore di petrolio e gas dell’Artico.

La proposta sarà sottoposta al voto degli investitori in occasione dell’assemblea generale annuale del 7 maggio e fa parte della risposta degli azionisti che esortano la banca a eliminare gradualmente tutti i prestiti e i servizi concessi alle aziende del settore energetico e dei combustibili fossili che non si allineano agli obiettivi climatici di Parigi.

Il gruppo della campagna ShareAction – che ha guidato il voto degli azionisti – afferma che l’impegno è stato un evento storico.  Natasha Landell-Mills, Capo dell’amministrazione di Sarasin and Partners che ha assisitito l’azione di Share Action, ha dichiarato: “Il messaggio è forte, continuare a finanziare attività che minano la stabilità del pianeta non è nell’interesse di nessuno – e certamente non degli azionisti. E’ una decisione innovativa e il consiglio di amministrazione merita un elogio. Altre banche dovrebbero fare altrettanto, ma ora bisogna fissare obiettivi solidi e non lasciare alcun dubbio sulla nostra decisione”.

Si prevede che Barclays si consulterà con i gruppi, tra cui ShareAction, prima di rilasciare obiettivi dettagliati entro la fine dell’anno e pubblicherà la prima serie di relazioni sui suoi progressi nel 2021. In un aggiornamento intermedio della sua politica sul clima, Barclays ha dichiarato che limiterà i finanziamenti alle aziende che utilizzano carbone, ma continuerà a finanziare alcune aziende coinvolte in progetti sulle sabbie bituminose in Canada, che mirano a ridurre le loro emissioni. Barclays non sosterrà più le nuove trivellazioni nell’Artico e non finanzierà il fracking nel Regno Unito o in Europa, ma prenderà in considerazione altri progetti globali.

Nel frattempo, il consulente climatico di Greenpeace UK, Charlie Kronick, ha criticato la politica dell’azienda, che secondo lui contraddice gli annunci climatici. A suo dire, come si legge su The Guardian, le dichiarazioni di Barclays sono solo un tentativo di illudere gli  azionisti, che giustamente vogliono che la banca ponga fine al suo contributo alla catastrofica crisi climatica in atto.

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