“Avviare con urgenza monitoraggio sui quartieri vicini al Tmb Salario a Roma”

A chiederlo è Rossella Muroni, deputata Leu ed ex presidente di Legambiente, per verificare i rischi per la salute dei cittadini a causa dei miasmi provenienti dall’impianto Ama per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti indifferenziati

Tmb Salario, allarme salute

L’ipotesi è di inquinamento ambientale dal Tmb Salario a Roma. A lanciare l’allarme sull’impianto Ama per il trattamento meccanico- biologico per i rifiuti indifferenziati, oltre ai comitati dei cittadini anche  Rossella Muroni, deputata Leu.”È necessario avviare con urgenza un monitoraggio per verificare se nei quartieri vicini al Tmb Salario ci siano rischi per la salute dei cittadini a causa dei miasmi. Credo, come ipotizza anche la procura, che ci siano gli estremi per applicare la legge sugli ecoreati e contestare l’inquinamento ambientale.  

Richieste che avevo già fatto nella mia interrogazione n. 5-00380 e che credo dovrebbe mettere al proprio ordine del giorno la Cabina di Regia sull’emergenza rifiuti di Roma istituita al ministero dell’Ambiente, che giovedì 13 si riunirà per la prima volta. Necessario e non più rinviabile, inoltre, programmare la chiusura dell’impianto in tempi certi. Se il ministro Costa vuole capire cosa accade a Roma e cosa ci impedisce di essere una capitale europea venga al TMB Salario, mi offro come guida.

Fidene, Settebagni, Villa Spada, Serpentara, Casale Nei, Porta di Roma e Colle Salario, nel Terzo Municipio di Roma, continuano a soffocare per il fetore incessante che sprigiona l’impianto AMA di Trattamento Meccanico Biologico di via Salaria. E per i miasmi molti cittadini lamentano problemi agli occhi e alle vie respiratorie.  Una situazione insostenibile che non può essere tollerata oltre”.

Villa Spada, Fidene, Serpentara, ma anche diverse zone del II Municipio sono  le aree più colpite dall’ impianto. Il Tmb Salario, pensato per 750 tonnellate di rifiuto indifferenziato al giorno in realtà nel quotidiano a volte arriva a trattare oltre 4.000 tonnellate. Dopo che lo scorso 24 luglio i residenti hanno lanciato l’Osservatorio sul Tmb Salario, il 6 settembre il presidente del terzo municipio Giovanni Caudo, eletto a giugno 2018 dopo la sfiducia alla pentastellata Roberta Capoccioni, ha incontrato i comitati cittadini della zona per discutere prossimi passi nella lotta per la chiusura dell’impianto. È proprio da Caudo che arriva la proposta di una manifestazione “significativa”, che sia apolitica e apartitica, ma che unisca i cittadini nella comune lotta per “togliere questo cancro”. Il 5 settembre, Caudo ha annunciato di aver chiesto al dipartimento di prevenzione di Asl Roma 1 la disponibilità a realizzare un’indagine epidemiologica sulla popolazione, che oltre alla puzza lamenta irritazioni agli occhi e difficoltà a respirare.

La data della manifestazione non è ancora stata comunicata, ma i comitati cittadini e il presidente Caudo sembrano essere d’accordo sul fatto che si terrà a via Salaria, proprio davanti il Tmb.

I cittadini romani, nel complesso, sono esausti dalla gestione dei rifiuti nella capitale. A questo proposito Legambiente Lazio durante tutta l’estate ha raccolto segnalazioni, lamentele dei cittadini. “I rifiuti invadono le strade romane anche in agosto e le persone continuano a inviarci segnalazioni su cumuli di sacchi che coprono le carreggiate: oltre a denunciare il disastroso ciclo dei rifiuti della capitale, chiediamo alle autorità competenti di intervenire in luoghi specifici come un parcheggio a Ponte di Nona dove nessun’auto ha mai sostato e oggi è l’ennesima discarica abusiva di ingombranti – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Tantissime le segnalazioni che ci arrivano anche dal quartiere Salario, dove le persone sono esauste dell’aria irrespirabile, saturata dai miasmi dell’impianto di trattamento meccanico biologico per rifiuti indifferenziati e dal suo biofiltro. Colpa del caldo ma soprattutto di una gestione dei rifiuti completamente carente dal lato impiantistico con tonnellate e tonnellate di immondizia romana che resta anche settimane intere al salario provocando puzza irrespirabile. Tanti amministratori di Roma del presente e del passato hanno preso l’impegno nelle campagne elettorali e non, di chiudere il TMB, impegno che nessuno ha mantenuto. Il TMB salario deve essere chiuso, rapidamente, senza se e senza ma, mettendo in sicurezza ambientale e sanitaria centinaia di migliaia di persone, per le quali chiediamo all’Arpa Lazio di posizionare centraline di monitoraggio della qualità dell’aria, utili a capire se, e in che portata, i miasmi provenienti dal biofiltro dell’impianto, possano risultare pericolosi per la salute. Chiudere l’impianto è possibile, abbattendo l’enorme volume di indifferenziata romana di un milione di tonnellate annue, che passa dal trattamento meccanico biologico e va in discariche e inceneritori; ma per raggiungere l’obiettivo non è certamente sufficiente il recente ampliamento del porta a porta a poche migliaia di utenze, bisogna estendere il porta a porta a tutta Roma spingendo la percentuale di differenziata ben oltre il 44% attuale”.

Aggiornato il 12 settembre 2018 alle 14:57
Aggiornato il 12 settembre 2018 alle 12:01

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 11:33