Tassa sulle auto inquinanti, cosa ne pensano le associazioni ambientaliste

L’Italia fa bene a introdurre un sistema di tassazione che favorisca gli acquisti dei veicoli a zero e basse emissioni. Le posizione di Transport & Environment, Legambiente, Kyoto Club, WWF Italia e Cittadini per l’Aria

L'immagine di una strada trafficata a Parma

“Accogliamo positivamente il tentativo del governo di introdurre un sistema di tassazione progressista basato sull’impatto climatico del nuovo veicolo, ma la formulazione attuale ha bisogno di essere rivisitata”. Veronica Aneris, delegata nazionale per l’Italia di Transport & Environment, commenta così il nuovo sistema fiscale che dal prossimo primo gennaio legherà la tassa d’acquisto dei nuovi veicoli al valore specifico delle emissioni di CO2. “Esiste infatti il rischio che a beneficiare della maggior parte del bonus siano le tecnologie già esistenti, a scapito delle nuove tecnologie realmente in grado di guidare il mercato verso la diffusione di veicoli a zero e basse emissioni – prosegue -. Il disegno di legge deve essere tale da mettere il parco veicolare italiano sulla giusta rotta per decarbonizzarsi”.

Secondo Anna Donati, responsabile Mobilità Kyoto Club, l’emendamento al disegno di legge di Bilancio, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera lo scorso 4 dicembre, andrebbe inoltre integrato con “un bonus per la rottamazione dei veicoli esistenti, per avere come obiettivo la riduzione del parco veicolare vetusto ed obsoleto oggi in circolazione, che invece il provvedimento non contiene – anche per evitare che continui a crescere il tasso di motorizzazione già molto alto con 635 auto ogni 1.000 abitanti in Italia”.

Una precisa richiesta sul provvedimento è arrivata da Anna Gerometta di Cittadini per l’Aria che chiede che “il governo metta in azione una campagna di controlli delle emissioni delle auto in circolazione e valuti l’adozione di una imposta a carico dell’industria automobilistica, in gran parte responsabile dell’inquinamento che affligge le nostre città, e riferita alle emissioni NOX reali su strada, da far confluire in un fondo nazionale per la mobilità urbana sostenibile”.

Per Andrea Poggio, responsabile mobilità Legambiente, “è giusto studiare un ‘bonus-malus’ che moduli diversamente quel che già si paga oggi, senza tassazione aggiuntiva. Oggi si agevola chi inquina (ad esempio gasolio e autotrasporto con Euro3) e non si agevola la mobilità elettrica e non si premia la rottamazione delle auto più vecchie. Abbiamo proposto al governo un voucher rottamazione di mille euro spendibile in TPL, sharing e mezzi elettrici leggeri”.

Dopo aver compiuto questo importante passo in avanti, adesso le associazioni ambientaliste chiedono al governo maggiore coinvolgimento nei prossimi step. Un messaggio recapito, nello specifico, al vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, al quale le associazioni chiedono di essere ascoltate nell’ambito della consultazione annunciata dall’esecutivo insieme a tutti gli altri soggetti interessati al provvedimento.