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Come scegliere l’auto meno cara e inquinante?

In svizzera è il Touring Club a suggerire agli automobilisti auto elettriche che costino poco. Ma per il consumatore un’attenzione resta d’obbligo: non lasciarci influenzare dallo sconto all’acquisto e dal risparmio per carburante e manutenzione

Volete conoscere il costo totale e l’impatto sull’ambiente dell’auto che intendete acquistare o noleggiare? O dell’auto aziendale che vi propongono? Ma con tutto dentro, comprese le emissioni a km di CO2 derivate dalla costruzione dell’auto e dall’estrazione del petrolio o dei metalli rari usati nelle batterie? Oppure il costo economico, compresi carburante ed elettricità, lungo l’intera vita utile dell’auto?

Il Touring Club svizzero ha messo on line l’applicazione che fa per voi: un calcolatore dell’impronta economica ed ecologica che tiene conto dei veicoli commercializzati sul mercato svizzero, circa 2.000, quasi tutti simili a quelli commercializzati in Italia. Qui il video che spiega come funziona.

L’applicazione valuta costi e impatto ambientale sino a 200.000 chilometri di utilizzo, più della durata media, ma corrispondenti alla durata utile delle moderne batterie elettriche prima che vengano destinate a seconda vita, ossia ad altri compiti. L’applicazione si basa sui dati elaborati dall’Istituto Paul Scherrer (Psi) e di vari uffici federali elvetici (Ustra, Ufen). In qualità di partner scientifico del Touring, il Psi fornisce anche i modelli di calcolo per l’impronta di CO2, concernente la fabbricazione del veicolo. Contrariamente alla pubblicistica corrente, i modelli elettrici hanno tutti una impronta ecologica migliore dei corrispondenti modelli ibridi e/o benzina/diesel, se alla fase di produzione del veicolo si contabilizza l’impatto dei primi anni di utilizzo.

L’elettrico inquina meno della metà

Prendiamo ad esempio tre piccole auto Fiat: l’economica Panda ibrida benzina (12 mila franchi l’acquisto), il modello base 500 elettrica (30 mila franchi) e la più grande 500 x ibrida diesel (26 mila franchi, le piccole diesel non si fanno più). Ebbene, dopo 10 anni o 150 mila km, carburante e manutenzione, i tre modelli sono costati 60 mila la Panda (la benzina in Svizzera costa meno, 1,4 euro al litro), 73 mila la 500 elettrica e ben 81 mila la 500x diesel. L’impronta ecologica pesa per la Panda solo 9 tonnellate di CO2 alla produzione, ma ben 37 tonnellate a 150 mila km. Molto meno per la 500 elettrica: 14 alla produzione e solo 20 ai 150 mila km. Molto di più per la 500x diesel: 15 la produzione e ben 44 tonnellate di CO2 al traguardo dei 150 mila km.

500 elettrica più economica della diesel dopo 40 mila km

Quindi, al netto degli incentivi o degli sconti delle case, l’auto elettrica è ancora cara all’acquisto, ma già conveniente e competitiva per chi la noleggia a lungo termine, per esempio a 3 o 4 anni. E ovviamente per le flotte aziendali (o in uso promiscuo) che ripartiscono i costi sulla vita utile del mezzo. Sempre e senz’altro, a parità di prestazioni e vita utile, l’elettrico batte tutte le altre motorizzazioni per prestazioni ambientali. E non di poco: metà e talvolta persino tre volte meno emissioni di un’auto a combustione tradizionale.

Il vantaggio economico e ambientale aumenta nel caso di un’auto condivisa: il prezzo d’acquisto dell’auto elettrica si divide per gli utilizzatori, e più la si usa più conviene. Dopo aver fatto i conti, economici e ambientali, di un’auto in uso esclusivo, proviamo a immaginarci quanto costerebbe un’Italia con 36 milioni di patenti di guida e non più 40 milioni di auto a combustione ma 20 milioni di auto elettriche. A parità di km percorsi in auto (550 miliardi nel 2019), ogni auto percorrerebbe in un anno 28 mila km/anno invece di 14 mila medi. Con la metà delle auto, ma tutte elettriche, i costi a km per ogni passeggero si dimezzerebbero rispetto a oggi. Così come si dimezzerebbero assicurazioni e tasse, si troverebbe facilmente parcheggio e si annullerebbe l’inquinamento urbano da traffico. Insomma, vivremmo in delle città da sogno.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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