martedì 18 Maggio 2021

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Auto a combustione interna, stop dal 2030?

Sempre più Paesi stanno portano avanti iniziative legislative per imporre a partire dai prossimi anni la produzione solo di auto elettriche. L’Italia però fatica ancora a tenere il passo del cambiamento

Si sta affermando un trend di iniziative legislative volte a stabilire i tempi per la graduale eliminazione delle vendite di nuove auto e furgoni con motore a combustione interna (Ice, internal combustion engine) e imporre la produzione solo di auto elettriche (Bev, battery electric vehicle). Dalla bella mappa redatta dall’Icct (International Council for Clean Transportation), emergono per ora appena 17 Paesi nel mondo che hanno già fissato una data per il cosiddetto “phase out”. Da questa mappa manca però l’Italia.

Auto a combustione interna: a quando il “phase” out in Italia?

Dal 2017 Legambiente chiede che il governo indichi il 2030 come data per il “phase out” per la vendita di tutte le auto e furgoni con motori a combustione (benzina, gasolio o gas). Sembrava una posizione velleitaria, sino a oggi. E invece no. Perché nel corso dello scorso anno in Europa si sono succedute le decisioni di vari governi: si va dal 2025 fissato dalla Norvegia al 2040 di Francia e Spagna, passando per il 2030 di Gran Bretagna (in Uk dal 2035 ci saranno anche le ibride plugin), Olanda, Danimarca, Svezia, Slovenia, Islanda, fino al 2032 della la Scozia.

Dal 2017 Legambiente chiede che il governo indichi il 2030 come data per il “phase out” per la vendita di tutte le auto e furgoni con motori a combustione, dunque benzina, gasolio o gas

Auto, verso il mercato elettrico: la situazione nel mondo

Dall’inizio di quest’anno c’è stata una vera a propria accelerazione: l’11 marzo 2021 è stata resa nota dalla rappresentanza diplomatica olandese a Bruxelles, la lettera indirizzata a Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea e responsabile del Green Deal europeo, e Adina Vălean, commissario per i Trasporti, da parte dei ministri competenti di Paesi Bassi, Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Malta, Irlanda, Lituania e Lussemburgo che hanno chiesto alla Commissione dell’Ue di fissare una data per l’eliminazione graduale della vendita di nuove autovetture e veicoli commerciali leggeri con motori a combustione.

Il 23 aprile la Reuters ha postato la richiesta al presidente Joe Biden di vietare la vendita di auto e veicoli commerciali a benzina (negli Usa i diesel sono una rarità) a partire dal 2035 firmata dai governatori di California, New York, Massachusetts, North Carolina, Connecticut, Hawaii, Maine, New Jersey, New Mexico, Oregon, Washington State e Rhode Island. L’invito a Biden è quello di fissare degli standard “per garantire che tutte le nuove autovetture e gli autocarri leggeri venduti siano a emissioni zero entro il 2035 con traguardi significativi lungo il percorso per monitorare i progressi”. Per le moto e i motorini elettrici tirano la volata le popolose nazioni dell’Estremo oriente: in Cina dal 2015 divieto di circolazione per motorini e scooter a benzina, mentre dal 2025 anche l’India ha imposto l’elettrificazione delle due ruote più piccole (sotto i 150 cc).

In un sondaggio YouGov, svolto da T&E in una trentina di città europee, tra le quali Roma e Milano, gli intervistati hanno espresso un chiaro indirizzo anche rispetto alle auto, soprattutto in Italia. Il 71% del campione che ha affermato che, dopo il 2030, solo le auto a emissioni zero dovrebbero essere autorizzate a circolare nelle nostre città. C’è voluto un secolo perché i veicoli a combustione si imponessero nel mondo per la mobilità delle persone. Ora forse basteranno trent’anni per cedere lo scettro all’elettrico.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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