martedì 25 Gennaio 2022

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Da oggi l’Italia incentiva solo auto NON elettriche

Strana transizione ecologica per l’auto in Italia: incentiviamo quella che inquina. Da qualche giorno siamo l’unico Paese europeo a incentivare l’acquisto di nuove auto benzina e diesel e non più le auto elettriche. Sino a pochi giorni fa eravamo l’unico a distribuire “bonus” ad auto a combustione “sino a 135 grammi di CO2” di emissioni inquinanti, mentre l’obiettivo indicato dall’Europa, come media di mercato, era non superare i 95 grammi. Da qualche giorno, per chi vuole l’elettrico gli incentivi sono finiti, come ci informa il sito dedicato del ministero Sviluppo Economico (vedi pallino rosso agli “ecobonus” a 0 euro).

I fondi per le auto a combustione sono stati rifinanziati con 350 milioni a luglio con il Decreto sostegni-bis, gli stanziamenti per le auto elettriche e plugin, che avrebbero dovuto durare sino alla fine del 2021, erano stati stabiliti nel 2018, quando le vendite di elettriche erano qualche centinaio e la quota di mercato 0,4%. Al 30 luglio di quest’anno le auto elettriche vendute da inizio anno sono state 35mila, il 5% del venduto, e il circolante ha toccato oggi le 100 mila unità. Che diventano 180 mila se consideriamo anche le ibride a batteria (plugin).

Troppo successo? No, ancora poco, rispetto agli altri grandi Paesi europei: la Germania ha speso quanto noi (più di 2 miliardi di bonus auto negli ultimi 3 anni), ma ha superato a luglio il milione di auto a batteria in circolazione, cinque volte tanto. Senza finanziare le auto tradizionali. “È una vergogna – secondo Legambiente – non sappiamo spendere i soldi per la transizione ecologica nei trasporti, convinciamo le famiglie a comprare auto che tra una decina d’anni dovranno essere rottamate perché troppo inquinanti, come sta accadendo ora con i diesel Euro 4: nel 2008 erano incentivati, oggi è vietata la circolazione in città per tutto l’inverno”.

Dobbiamo ammettere che gli incentivi alla rottamazione per le auto diesel e benzina hanno fallito nel loro obiettivo: non hanno aiutato le famiglie impoverite a cambiare auto, ma i più abbienti a comprarne di nuove. Nel 2020 le auto in circolazione sono aumentate di 300mila unità (mentre la popolazione e le patenti sono diminuite) e l’età media del parco circolante è rimasto lo stesso. Non hanno neppure rilanciato il mercato, visto che si vendono il 19% di auto in meno del 2019. 

Quindi che fare? Come abbiamo già spiegato su queste pagine, negli altri Paesi europei si incentiva solo l’elettrico, soprattutto noleggio e aziendale, in grado di sopportare l’investimento iniziale e avvantaggiarsi dei benefici dei bassi costi di mantenimento delle auto. I privati sono avvantaggiati nell’acquisito di usato recenti, massimo quattro anni, quando le flotte rinnovano il parco mezzi. E le vecchie auto inquinanti, semplicemente, si rottamano perché non possono più circolare.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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