Australia circolare

Canberra ha adottato nuovi target per aumentare la quantità di imballaggi prodotti con materiali riciclati e per eliminare gli involucri monouso. Decisiva la “spinta” della Cina, che lo scorso aprile ha messo al bando l’importazione di rifiuti da altri Paesi

primo piano della ministra australiana all'Ambiente, Melissa Price

L’Australia ha adottato nuovi, più ambiziosi, target per aumentare la quantità di imballaggi prodotti con materiali riciclati, combinati con un nuovo sistema di etichettatura con informazioni facilmente comprensibili sul riciclaggio di ogni singola parte dell’imballaggio. Lo ha annunciato la ministra dell’Ambiente, Melissa Price, precisando che entro il 2025 il 70% di componenti in plastica dell’imballaggio dovranno essere riciclati o compostati. Il contenuto riciclato dovrà essere in media del 30% e ci dovrà essere un’eliminazione graduale degli involucri monouso di plastica.

La ministra Price ha anche presentato la nuova etichettatura detta “Australia recycling label”, che chiarifica come riciclare l’imballaggio di vari prodotti nei suoi vari componenti. “Si tratta di passi importanti, mentre l’Australia procede verso un approccio più circolare nell’uso delle risorse, in cui i rifiuti sono trattati il più a lungo possibile come risorsa”.

Il forte interesse del governo per il riciclaggio da parte dell’Australia si è accresciuto da quando, lo scorso aprile, la Cina ha messo al bando l’importazione di rifiuti da altri Paesi, fra cui l’Australia, che fino allora esportava nel Paese asiatico un terzo del suo materiale da riciclare. La Cina ha dichiarato che non sarà più la discarica del mondo, mettendo al bando 24 tipi di rifiuti, come alcune plastiche e tipi di carta e cartone, e imponendo standard più severi per i livelli di contaminazione.