Aumenta il turismo enogastronomico

Il dato  è emerso dal primo rapporto sul tema, sotto l’egida dell’Università degli Studi di Bergamo e della World food travel association, con il patrocinio del Touring Club Italiano, di Federcultura e di Qualivita. Lo studio si propone di offrire un quadro generale del settore delineandone le più importanti tendenze

Aumenta il Turismo Enogastronomico

di ANTONELLA GUERRA

Il turismo enogastronomico è cresciuto nell’ultimo anno di 9 punti percentuali, è questo il dato che emerge dal primo Rapporto sul turismo enogastronomico. Lo studio, a cura di Roberta Garibaldi, sotto l’egida dell’Università degli Studi di Bergamo e della World food travel association, con il patrocinio del Touring club Italiano, di Federcultura e di Qualivita, si propone di offrire un quadro generale del settore delineandone le più importanti tendenze.

I risultati emersi derivano dall’elaborazione di un questionario sottoposto ad un campione di mille turisti italiani.

Nel momento della scelta della destinazione il 63% dei turisti italiani ritiene importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche. Nella fase di fruizione il 52% dei turisti presta molta attenzione alla presenza di prodotti agroalimentari e vinicoli di qualità e alla presenze di strutture ecosostenibili e/o di eventi sostenibili, dato rilevante per il 42% dei turisti. Tra le eseperienze enogastronomiche preferite in vacanza: mangiare piatti tipici nei ristoranti locali (73%), visitare un mercato con i prodotti del territorio (70%), comprare cibo da un food truck (59%).

La Toscana è la regione più desiderata per il turismo enogastronomico, seguita dalla Sicilia e la Puglia. Il web si rivela la principale fonte di informazione nella scelta del viaggio.

Quanto al profilo, il turista enogastronomico si caratterizza per un livello culturale medio alto ed una buona capacità di spesa, ricerca sul territorio proposte attive; l’enogastonomia è per molti un’opportunità di conoscenza del territorio.

Tanti numeri, dati e considerazioni che in questo nuovo anno, decretato dal Mibact quale “Anno del Cibo”,  rappresentano per gli operatori del settore una vera e propria cassetta degli attrezzi  per la costruzione di un’offerta che risponda alle esigenze espresse.