Arrestato mandante della morte dei giornalisti indonesiani

Finalmente la polizia indonesiana ha intrapreso le indagini, arrestando parte dei presunti colpevoli e il mandante dell’assassinio dei 2 giornalisti e attivisti che difendevano foresta e contadini dalle piantagioni di olio di palma. Le nostre responsabilità e la nostra petizione

Imprenditore delle piantagioni di olio di palma presunto mandante, killer arruolati per mille dollari. Nostre responsabilità indirette: il 54% dell'olio di palma importato nei serbatoi delle nostre auto

foto di una foresta tropicale in fiamme

La polizia di Sumatra Settentrionale ha arrestato un proprietario di piantagioni di palma da olio che si ritiene essere il mandante degli assassini. Ulteriori sviluppi nell’inchiesta avviata finalmente dalla polizia indonesiana dopo l’omicidio di due giornalisti-attivisti, Maraden Sianipar e Maratua Siregar, di cui abbiamo dato notizia su queste pagine: i due erano stati trovati morti il 30 ottobre con ferite da taglio su tutto il corpo in un fossato vicino a una piantagione di palma da olio gestita dalla società SAB (Sei Alih Berombang), accusata di aver illegalmente distrutto 750 ettari di foresta nel nord Sumatra.
Secondo il The Jakarta Post l’arresto dell’uomo d’affari, identificato come WP, è avvenuto dopo che la polizia ha arrestato quattro sospetti ritenuti direttamente coinvolti nell’omicidio, altri tre sospettati risultano ancora latitanti. L’ispettore capo della polizia della regione del Sumatra Settentrionale, generale Agus Andrianto, ha affermato che si riteneva che gli omicidi fossero stati provocati da una disputa sulla terra tra l’azienda indagata e gli agricoltori locali. Agus ha dichiarato che l’uomo d’affari aveva pagato una somma del valore di circa mille dollari per uccidere un contadino per porre fine alla disputa prolungata, ma quindo l’agricoltore è riuscito a sfuggire ai suoi killer, è stata data l’indicazione di uccidere i giornalisti.
Prima di lavorare come giornalisti indipendenti, Maraden e Maratua hanno lavorato per il settimanale locale Pilar Indonesia Merdeka, entrambi erano ben conosciuti per il loro attivismo e sostegno dei contadini poveri e difesa delle foreste tropicali essicate e bruciate per coltivarci palme da olio destinate all’esportazione. A queste ingiustizie l’Unione Europea e l’Italia vi contribuisce attivamente con quasi 5 milioni di tonnellate all’anno di importazioni (vedi), secondo – di poco – solo all’India, che importa olio di palma per la propria cucina, noi invece ne usiamo il 54% per riempire i serbatoi delle nostre automobili, l’11% per produrre elettricità e solo 35% tra merendine, cosmesi e prodotti per lavare. Contro l’olio di palma incentivato per legge nei biocarburanti la petizione www.change.org/unpienodipalle/ ha appena superato le 38 mila firme in queste ora.