Rifiuti in mare: conclusa la prima sperimentazione di Arcipelago Pulito

L’iniziativa è stata promossa da Regione Toscana, Legambiente ed Unicoop Firenze e realizzata grazie al contributo dei pescatori dell’Arcipelago Toscano. Adesso si attende l’approvazione della legge Salvamare

Si è tenuto il 4 novembre a Livorno, nei locali della cooperativa Labronica, l’incontro conclusivo del progetto Arcipelago Pulito, il progetto per una filiera del mare senza rifiuti promosso da Regione Toscana, Legambiente ed Unicoop Firenze e conclusosi lo scorso 30 settembre dopo sei mesi di attività e in concomitanza con l’inizio del fermopesca.

Ai pescatori che hanno partecipato al progetto e raccolto complessivamente 16 quintali di rifiuti plastici è stato consegnato l’incentivo economico proposto da Unicoop Firenze e finanziato attraverso parte del ricavato della vendita delle buste in mater B per l’ortofrutta. Ai pescatori è andato anche un attestato di partecipazione come ulteriore ringraziamento per aver contribuito a dimostrare che la sfida di ripulire il mare dai rifiuti in plastica, il cosiddetto Marine Litter, è possibile. Era presente Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze.

Gli obiettivi del progetto

Le attività svolte dai pescatori nell’ambito del progetto Arcipelago Pulito sono andate dalla raccolta del rifiuto in mare fino al suo trattamento e, quando possibile, al suo recupero in un impianto idoneo. L’iniziativa è stata avviata all’inizio del 2018 sulla base del rapporto consolidato da tempo tra Unicoop Firenze e i pescatori che forniscono alla cooperativa il pescato che viene venduto nei punti vendita.

Quando i pescatori hanno raccontato che insieme al pesce dell’Arcipelago Toscano capitava spesso di tirare a bordo rifiuti e soprattutto plastica, Unicoop Firenze ha proposto di trovare una soluzione che impedisse il “ritorno” in mare dei rifiuti e potesse invece garantirne il corretto smaltimento e quando possibile il riciclo. Al progetto la cooperativa ha destinato, sotto forma di incentivo e premio per i pescatori che si sono impegnati nella sperimentazione, parte del ricavato del centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-b dell’ortofrutta.

Arcipelago Pulito è nato come una sfida, quella di colmare un vuoto normativo che trasformava i pescatori che durante la quotidiana attività di pesca tiravano a bordo i rifiuti in produttori di rifiuti speciali e di fatto li obbligava a ributtare a mare la plastica pescata. Avevamo l’obiettivo di dimostrare che un’altra strada era possibile e siamo riusciti ad organizzare una filiera che è stata presa come esempio a livello internazionale e sta producendo una normativa nazionale che ne ripropone il funzionamento – fanno sapere da Unicoop Firenze – oggi vediamo la soddisfazione dei pescatori e siamo molto soddisfatti anche noi. Come cooperativa di consumatori, ma anche come comunità di cittadini aver inaugurato una buona pratica che contribuisce alla tutela dell’ambiente ci rende orgogliosi. E da oggi anche più consapevoli del nostro ruolo, che deve essere quello di mettere in modo meccanismi virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente. Lo facciamo cambiando i nostri modelli produttivi per andare verso prodotti più amici dell’ambiente, lo facciamo sensibilizzando i nostri soci e clienti e lo facciamo proponendo nuove buone pratiche ecologiche”.

Attesa per la legge Salvamare

All’incontro del 4 novembre a Livorno è stato fatto anche il punto sulla legge nazionale, ribattezza Salvamare, allo studio del ministero dell’Ambiente.  La speranza dei pescatori e dei soggetti che hanno promosso questo progetto è che il buon esito di Arcipelago Pulito acceleri i tempi per la sua approvazione.