Undici anni fa il terremoto dell’Aquila

Legambiente aderisce all’iniziativa ‘Accendi la tua luce per abbracciare a distanza’. La notte tra il 5 e 6 aprile migliaia di candele su balconi e finestre verranno accese per ricordare le 309 vittime del terremoto, ma anche le oltre 13mila persone morte in Italia in queste settimane a causa del Coronavirus

L'immagine di un edifico distrutto dal terremoto dell'Aquila del 2009
Il 6 aprile ricorre l’11esimo anniversario del terremoto che ha devastato L’Aquila e diversi altri Comuni limitrofi. Per ricordare questa giornata, ed esprimere solidarietà nei confronti della comunità aquilana, Legambiente aderisce all’iniziativa ‘Accendi la tua luce per abbracciare a distanza’. La notte tra il 5 e 6 aprile migliaia di candele su balconi e finestre verranno accese per ricordare le 309 vittime del terremoto, ma anche le oltre 13mila persone morte in Italia, in queste settimane, a causa del Coronavirus.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Familiari delle Vittime, dal Comune dell’Aquila, dall’Arcidiocesi e dalla Prefettura dell’Aquila, ed è stata pensata per sostituire la tradizionale fiaccolata in ricordo delle vittime, annullata a causa dell’emergenza sanitaria.

“L’associazione con i suoi circoli e regionali diffusi sul territorio – spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – raccoglie l’appello lanciato dai promotori dell’iniziativa e tra il 5 e 6 aprile accenderà sui balconi delle proprie case una candela per illuminare una notte che undici anni fa ha portato dolore e sofferenza. Stiamo vivendo settimane difficili segnate da un’emergenza sanitaria legata al COVID-19 che ha messo in ginocchio il Paese, e che è ancor più difficile da affrontare in quei territori dove le ferite del sisma sono ancora aperte, come quelli del Centro Italia colpiti prima nel 2009 e poi nel 2016. A loro va il nostro pensiero, e a chi di competenza ricordiamo che in queste zone il processo di ricostruzione deve essere accompagnato anche da una ricostruzione del tessuto sociale ed economico”.

“Questa ennesima emergenza – dichiara Enrico Stagnini, direttore di Legambiente Abruzzo – ci insegna, di nuovo, che siamo parte di un sistema interconnesso e che le nostre scelte, come singoli e come comunità, influenzano la vita di tutti, a livello planetario. Ancora una volta la comunità scientifica internazionale ha dato prova della correttezza e della validità del metodo che segue e tutti gli Stati vi si affidano per affrontare correttamente l’emergenza che stiamo vivendo, seguendo protocolli e direttive di scienziati e ricercatori al fine di mitigare l’impatto della diffusione della pandemia. Ebbene questa comunità scientifica – aggiunge Stagnini – è la medesima che chiede da anni di rivedere il sistema di sviluppo e di sfruttamento delle risorse del pianeta Terra, al fine di non trovarci ad affrontare nei prossimi anni crisi climatiche ed ambientali paragonabili a questa, sia sotto il profilo economico che di vite. Pertanto noi della Legambiente non distogliamo l’attenzione dalle tematiche dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile e rafforzeremo ancora di più i rapporti con la comunità scientifica che per noi costituisce uno dei mattoni su cui abbiamo costruito negli anni il nostro modo di fare ambientalismo”.

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