Il Senato approva la legge sui piccoli comuni

Il via libera definitivo alla proposta di Ermete Realacci arriva dopo sedici anni di battaglie. In Parlamento e sul territorio. Con Legambiente sempre in prima fila. Per “Voler bene all’Italia”

 

Un proverbio africano dice che se vuoi arrivare primo devi andare da solo, ma che se vuoi andare lontano bisogna andare tutti insieme. Sembra questo il messaggio che porta con sé la storica approvazione, oggi al Senato, del disegno di legge per i piccoli comuni proposto per la prima volta nel 2001 da un esordiente Ermete Realacci al Parlamento. Una vittoria che arriva dopo sedici anni di battaglie e tentativi per imporre all’attenzione della classe politica l’importanza strategica dei centri con meno di cinquemila abitanti per lo sviluppo del Paese. Una visione lungimirante, che ancora sconta gravi ritardi e pesanti disuguaglianze, ma che oggi ha finalmente uno strumento di indirizzo e misure in più.

Un risultato raggiunto anche grazie allo straordinario lavoro di valorizzazione di questa Italia “minore” che Legambiente ha portato avanti chiamando a raccolta il mondo dei Parchi, dell’agricoltura, delle imprese che innovano, della montagna e del turismo di qualità costiero, delle reti di turismo delle aree interne. Alternando giornate di promozione a indagini sul disagio insediativo e il rischio spopolamento, e ancora a premi per quei comuni virtuosi che da tempo indicano nel loro piccolo la strada da percorrere, fatta di rinnovabili, di economia circolare, di politiche di inclusione per i migranti.

Soprattutto a loro, a tutti i sindaci di questa meravigliosa Italia dei territori, Legambiente dedica questo successo, sperando che nell’attuazione della legge trovino strumenti innovativi ed efficaci e che una nuova stagione li rimetta al centro delle dinamiche di rilancio del sistema Paese. Proprio con una visione di insieme e con un lavoro di coprogettazione a vari livelli bisogna continuate a guardare questi territori, dove al 2030 il rapporto giovani anziani sarà di uno a tre, ma dove risiede un potenziale inespresso di un’economia della bellezza legata a turismo, enogastronomia e territorio che vale più di 1 miliardo e mezzo di euro e che potrebbe attivare nei piccoli comuni trentamila nuove unità di lavoro. Numeri e orizzonti che danno ragione al motto che Legambiente ha preso in prestito da Piero Calamandrei per dare un titolo alla giornata di festa dedicata alla piccola grande Italia: per voler bene all’Italia bisogna voler bene ai piccoli comuni.

La legge, che metterà in campo misure di incentivazione e defiscalizzazione e un fondo di 100 milioni di euro per i comuni più svantaggiati, va a rafforzare e indirizzare quelle politiche che stanno rivolgendo lo sguardo ai territori: dalla strategia per le aree interne al collegato ambientale con le green comunity, all’Anno dei Borghi indetto dal Mibact che a fine anno chiuderà con un Forum, già capace di tirare un primo bilancio delle nuove misure di sostegno. Previste anche misure per favorire il turismo di qualità e la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, ma anche la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, la manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico.