L’appello: “Per affrontare le sfide climatiche bisogna proteggere la biodiversità”

La rivista Science ha pubblicato la richiesta di 20 ricercatori esperti di conservazione, in risposta alle ultime decisioni della Conferenza delle Parti sulla strategia post-2020. E’ necessario garantire una sufficiente diversità genetica alle popolazioni naturali

La biodiversità di tutto il mondo deve essere protetta. Solo in presenza di una sufficiente diversità genetica le popolazioni naturali di qualsiasi specie potranno affrontare le sfide del cambiamento globale, il cambiamento dell’uso del suolo e il cambiamento climatico in atto.

Con questi presupposti, 20 ricercatori esperti di conservazione hanno firmato un appello che è stato pubblicato sull’autorevole rivista Science. Tra i firmatari anche Cristiano Vernesi della Fondazione Edmund Mach, che mira a promuovere un piano di azione per proteggere la diversità genetica di tutte le specie animali e vegetali sul pianeta. Il motivo scatenante che ha reso necessaria la scrittura è stato il fatto che la Conferenza della Parti ha concordato e pubblicato una prima bozza sulla strategia post-2020 in cui, però, la diversità genetica sarebbe menzionata tangenzialmente e soprattutto sarebbe esclusivamente riferita alle specie domestiche e di interesse agricolo. Nell’appello dei ricercatori si afferma invece che la diversità genetica dovrebbe essere messa al centro dell’attenzione per tutte le specie, siano esse selvatiche o no, in ogni programma di gestione e conservazione della biodiversità. Il documento, la cui pubblicazione è stata decisa nel corso di una recente Training School della Cost Action G-Bike presieduta da Cristiano Vernesi della Fem, ha raccolto molta attenzione da parte della comunità scientifica e dei media internazionali. 

La parziale presa di posizione della Conferenza delle Parti sarebbe anche contraria ai principi della Convenzione sulla Diversità Biologica, pubblicata nel summit mondiale di Rio de Janeiro del 1992, in cui i leader mondiali concordarono una strategia globale di “sviluppo sostenibile”. Ad oggi la Convenzione è sottoscritta da 193 Paesi ed è nota per aver definito la biodiversità come la conosciamo oggi.

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