Antimafia: subito il nuovo Codice, senza modifiche

Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera, associazioni e sindacati già sottoscrittori di un appello rivolto al parlamento e al governo all’inizio di quest’anno, chiedono a tutte le forze politiche di dare il via libera al testo già approvato dalla Camera
ICONA_recensioniINTERVISTA A PIETRO GRASSO di A.Scialoja

Il 25 settembre inizia la discussione della modifica del Codice antimafia in Aula alla Camera.

Avviso Pubblico, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente e Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, già sottoscrittori di un appello rivolto al parlamento e al governo all’inizio di quest’anno, chiedono a tutte le forze politiche di approvare senza modifiche alla Camera il nuovo Codice antimafia. “Il nuovo Codice antimafia, già votato al Senato, non solo rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma migliora la normativa in vigore, in particolare per quanto riguarda le misure di prevenzione, tenendo conto dell’esperienza applicativa precedente alla riforma e di alcune criticità che si sono manifestate nella gestione degli immobili e delle aziende sottratte alle mafie e al crimine organizzato. Sono convinti di questo non solo la maggior parte di esperti ed esponenti delle Istituzioni, ma anche il Consiglio superiore della magistratura che il 13 settembre scorso ha approvato una specifica delibera” scrivono nell’appello.

Con la sua approvazione dimostrerebbero in tal modo “di avere coscienza di compiere un atto politico di responsabilità, a distanza di 35 anni dall’approvazione della legge Rognoni-La Torre e in un momento storico nel quale le mafie e la corruzione hanno dimostrato la loro pervasività e la loro capacità di inquinare parti della pubblica amministrazione, dell’economia e della società” sostengono i sottoscrittore.