Antimafia Capitale

L’Accademia ÀP dell’associazione daSud anima la periferia sudest di Roma. Con un cinema, un teatro e una biblioteca in una scuola

BiblioAp

DI DANILO CHIRICO*

Era abbandonata da un decennio, poi il 2 febbraio 2019 centinaia di persone si sono date appuntamento per festeggiarne la ristrutturazione e l’apertura al territorio. Così è nata BiblioÀP, nella periferia sud est di Roma (Lamaro-Don Bosco-Cinecittà), in una zona dove di recente s’è tornati a sparare a testimonianza dell’importante presenza criminale (il primo aprile due uomini in scooter ne hanno gambizzato altri due all’esterno di un bar in via Flavio Stilicone, ndr), dove ci sono rilevanti tassi di dispersione scolastica e disagio sociale. Con noi quel giorno c’era Marcello Fonte, migliore attore al festival di Cannes nel 2018, il testimonial perfetto di quello che siamo. Subito prima avevamo fatto nascere un cinema (grazie a un accordo con il Centro sperimentale di cinematografia e che ha avuto Carlo Verdone come padrino) e un teatro (tenuto a battesimo dal Premio Ubu Roberto Latini). Tre strutture che nascono dentro una scuola, l’istituto “Enzo Ferrari”, e praticano la trasformazione in una città che da anni non trova di meglio da fare che chiudere gli spazi sociali e culturali (40 cinema negli ultimi anni hanno abbassato le saracinesche).

Sono l’infrastruttura di un progetto visionario e concreto chiamato ÀP, Accademia popolare dell’antimafia e dei diritti, l’approdo naturale dopo quasi 15 anni di attività antimafia dell’associazione daSud. Per costruire ÀP abbiamo studiato e coinvolto alcune tra le migliori esperienze sociali e culturali d’Italia, abbiamo ideato un modello che tiene insieme la scuola, le associazioni, le comunità locali, gli artisti e parte delle istituzioni. Abbiamo elaborato un percorso che intreccia educazione, socialità e rigenerazione urbana. Siamo nel piano dell’offerta formativa della scuola e andiamo in classe ogni settimana, lavoriamo con tutte le scuole della zona, abbiamo sottoscritto un protocollo con il Miur e stretto rapporti di collaborazione con tante e tanti. Per riuscirci abbiamo dovuto immaginare un modello che non c’era, sperimentare ogni giorno strumenti e soluzioni, bypassando l’ottusità di burocrati e politici. Lo abbiamo fatto convinti che occorra riempire gli spazi della democrazia che altrimenti finiscono in mano ai clan e alla mala politica.

ÀP è divenuta il nostro gesto politico più compiuto, un’ambizione collettiva: è uno spazio grande e accogliente, dove leggere, lavorare, far giocare i bambini, fare radio, chiacchierare davanti a un caffè, scoprire un nuovo vino e stare in compagnia. Oggi sentiamo il bisogno di parole e azioni originali capaci di restituire la connessione sentimentale smarrita con le persone e di contrastare i nuovi inferni sociali. Di spiazzare e sorprendere. Di capire e farsi capire. C’è bisogno di parole e azioni che siano davvero popolari e antimafia. Come ÀP, la nostra Accademia. Che anche quando conosce le risposte, prova a farsi tutte le domande. Come abbiamo fatto dal 20 al 25 maggio con il festival “Under”, che ha messo insieme le nostre riflessioni su giovani, mafie e periferie e ha fatto incontrare gli studenti romani con i giovani scrittori. Alla ricerca di nuovi punti di vista per leggere la realtà.

*Presidente daSud

Articolo tratto dal numero di giugno 2019 di Nuova Ecologia