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Annalisa Corrado: “Assurda la par condicio per dare spazio a posizioni antiscientifiche”

Annalisa Corrado

“Cambiamenti climatici: nessuno spazio per posizioni antiscientifiche nei media”. È questo il titolo della petizione lanciata a metà ottobre da climatologi ed ecologisti per porre un argine alla disinformazione che in Italia circola in rete, in televisione e sulla carta stampata. Un impegno fatto proprio all’estero da diverse autorevoli testate come BBC, Guardian e Le Monde. E che nel nostro Paese è stato raccolto anche da Nuova Ecologia. Fra i primi firmatari c’è Annalisa Corrado, portavoce di Green Italia.

Che cosa preoccupa di più del “clima” mediatico che si è instaurato in Italia in riferimento al global warming?
Sicuramente l’assurda par condicio in base alla quale nel dibattito sui cambiamenti climatici viene dato sempre spazio a posizioni che non godono di alcun supporto scientifico. È come se dopo aver intervistato Samantha Cristoforetti o Luca Parmitano, per garantire la libertà di opinione si interpellasse anche un terrapiattista. Si tratta di una questione di responsabilità etica dell’informazione. Su ciò che sta accadendo i media devono essere trasparenti e onesti.

Dovendo stilare una classifica delle bufale più in voga, a quale spetterebbe il podio?
A quella pronunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e subito dopo da Matteo Salvini, sull’inesistenza del riscaldamento globale per via del profondo freddo registrato fra la primavera e l’estate scorse. Mentre è provato scientificamente che l’associazione fra intensità e aumento degli eventi metereologici estremi sono una conferma del collasso climatico in atto. Si dice che la temperatura sia ferma dal Duemila, e invece 8-9 degli ultimi 15 anni sono stati i più caldi della storia del pianeta. E che a Venezia ci sia sempre stata l’acqua alta, quando la Procuratoria di San Marco ha dichiarato che negli ultimi 1.200 anni il fenomeno si è verificato sei volte, di cui due nell’ultimo anno. Qualcuno recentemente ha provato ad aggiustare il tiro dicendo che i cambiamenti climatici ci sono, ma che non dipendono comunque dall’uomo…

Perché alcuni leader politici, come Trump e Bolsonaro, sposano queste tesi negazioniste?
Ci sono degli interessi economici enormi delle big company del settore fossile che sono connessi direttamente a queste figure. Queste compagnie hanno foraggiato le loro campagne elettorali e in cambio ottengono queste dichiarazioni. La cosa preoccupante è che il sovranismo si sta saldando non solo al negazionismo scientifico e climatico, ma anche all’omofobia, al razzismo, al suprematismo bianco, alla misoginia. Il tema dei cambiamenti climatici dovrebbe invece essere trasversale perché riguarda tutti. È evidente che la conversione ecologica è una rivoluzione che strappa il potere acquisito dalle mani di pochi per ridistribuirlo nelle mani di molti. E questo innesca delle reazioni conservative mostruose.

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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