Angelo Vassallo, un esempio da seguire

Circa 20 anni fa, per la prima volta, la notizia di Pollica salì agli onori della cronaca come modello nazionale per la buona politica. Il merito fu del sindaco-pescatore

Omicidio Vassallo
Una foto d’archivio (11 giugno 2010) mostra Angelo Vassallo, sindaco di Acciaroli, a Roma in occasione della presentazione della guida blu di Legambiente.

DI NICOLA NICOLETTI

Camminare al tramonto sulla spiaggia di Acciaroli rimane un’esperienza unica. La candida spiaggia e la trasparenza delle acque sono state nuovamente premiate con le 5 Vele di Legambiente e dal Touring Club, garanzia di pulizia e rispetto per la natura. Siamo nel Cilento, la parte meno conosciuta della costa campana, sorella un tempo minore della Divina costiera, ma che grazie a un uomo, ha saputo emergere dall’anonimato con le sue buone pratiche. Il riconoscimento ci riporta alla mente quando circa 20 anni fa, per la prima volta, la notizia del piccolo comune, modello nazionale per la buona politica, salì agli onori della cronaca. Il merito? Fu di Angelo Vassallo, un uomo di mare senza peli sulla lingua, uno schietto pescatore diventato sindaco di Pollica.

Proveniente dai Verdi e approdato alla Margherita, iniziava una piccola-grande rivoluzione capace di far conoscere in tutta la penisola una comunità di 2mila anime. Fantasia, intuizioni ed iniziative mosse a favore della vivibilità ambientale, i motivi dello sviluppo sostenibile di una fetta d’Italia da cui si è imparato tanto.

Poi, la notte del 5 settembre del 2010, le pallottole di una pistola calibro 9.21 misero fine alla bella storia del Sindaco Pescatore. Da allora, il nulla. La cappa nebbiosa dell’Italia dei misteri ha coperto anche l’omicidio di Angelo Vassallo. Il caso del primo cittadino ritrovato morto in macchina a pochi metri da casa, con il finestrino abbassato, come se avesse parlato con qualcuno, forse la persona che poi ha premuto il grilletto e lo ha freddato, si somma alle vittime senza un colpevole della storia italiana. Il caso sembrava dovesse risolversi in pochi mesi. Sono passati anni e nulla è uscito fuori. Come spesso capita in questi casi, si è parlato di tutto, dalle vicende della vita privata di Vassallo, al coinvolgimento di nomi eccellenti. Tutto e il contrario di tutto. Ogni tanto è spuntata una pista da battere per dare qualche risposta ai tanti dubbi, dalla notizia di un sudamericano che smerciava droga sul porto di Acciaroli e che sarebbe stato cacciato via da Vassallo, al palazzinaro che avrebbe voluto più cemento sulla costa e capace di eliminare tutti gli intralci possibili. In cella è finito anche un carabiniere. Moventi che nascono e si svuotano sotto il sole di un’estate dopo l’altra nel borgo di Pollica, che dal sontuoso Palazzo Capano guarda alle marine di Pioppi e Acciaroli. Di fatto c’è la perdita di un uomo, un padre di famiglia, un rappresentante dello Stato che stava inventando la maniera per svegliare e vitalizzare la comunità amata. Con il rispetto per l’ambiente, le tradizioni alimentari e la storia locale.

Dario Vassallo è il fratello di Angelo, un medico che fa la spola tra Roma e Acciaroli. Sin da subito ha denunciato un insabbiamento di prove, un intralcio per chi vuole trovare la verità, messo in opera da persone esperte, complici di chi ha voluto la morte di Angelo. La cortina fumogena, per lui, è ben orchestrata. Dario non risparmia nessuna critica, nemmeno al Pd, partito nel quale il fratello militava. Paure e omertà si susseguono, impedendo di far emergere, finalmente, i nomi di mandanti ed esecutori dell’omicidio. Intanto il fratello, dopo aver scritto un libro per raccontare la sua storia, un copione per gli autori della fiction con Sergio Castellitto, gira l’Italia con la fondazione “Sindaco Pescatore”. Parla di legalità e politica al servizio della collettività organizzando nel Cilento La festa della Speranza, “perché dobbiamo continuare su questa strada – spiega – altrimenti il messaggio dato da mio fratello sarà inutile”.

Che cosa ci insegna dunque quest’uomo che, sindaco per tre mandati iniziati nel 1995 e rieletto nel 2010, si apprestava a iniziare una nuova stagione di governo? Angelo Vassallo, uomo concreto, con pochi vezzi,  avrebbe rifiutato probabilmente l’immagine da santino, rischio spesso dietro l’angolo per chi è minacciato di morte o viene eliminato. Vassallo ci insegna che anche una piccola comunità del Sud, non una grande e famosa città metropolitana, può dimostrare nei fatti che un’alternativa allo sviluppo massificante e senz’anima che avanza rapido ovunque, sia possibile. Che l’amore alla propria terra si riscontra volendo bene all’ambiente, preservandolo, custodendolo nella migliore maniera, adoperandosi per gli elementi che si vedono (una ciclopista, un giardino, una spiaggia), ma anche per quelli nascosti, dalle acque reflue al lavoro di relazioni pubbliche intessute con tutti.

Grazie all’impegno di Vassallo si è riusciti a far diventare patrimonio immateriale dell’Unesco la Dieta Mediterranea, una ricchezza che unisce il nord Africa all’Europa, un bene comune capace di raccontare quanto vicini siano popoli all’apparenza inconciliabili. Il lavoro intenso di questo semplice amministratore del Sud ha contribuito alla rinascita di una comunità, ancora oggi indicata a modello di crescita sana, organica, dialogante. L’apertura al mondo, nella logica del cogliere stimoli utili a migliorare la quotidianità (le multe alle cicche, i depuratori all’avanguardia o la raccolta differenziata da record), si sommano all’ascolto del cittadino, fattore indispensabile.

Angelo Vassallo viene ricordato il 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell’impegno di ‘Libera’, associazioni, nomi e numeri contro le mafie.