giovedì 23 Settembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Andri Snær Magnason: “Sostenere che solo il 3% del Pil debba andare al clima è miope dopo aver visto la risposta data alla pandemia”

Dal mensile. Dall’approccio economico per affrontare la crisi climatica a quello etico, alla speranza che le nuove generazioni siano più radicali. A colloquio con l’intellettuale islandese

 

Dai miti islandesi sulla nascita del mondo a quelli tibetani, il passo è più breve di quanto si pensi. Li unisce una storia di ghiaccio, acqua e montagne sacre. E nonostante gli 8.000 km di distanza e un salto dal 64° al 31° parallelo, c’è un’altra connessione evidente: un riscaldamento globale superiore alla media, che sta costringendo al ritiro ghiacciai che alimentano la vita di milioni di persone. La loro progressiva scomparsa è così rapida che nell’arco di un paio di vite umane potrebbero ridursi al punto da sconvolgere le società che grazie a loro si alimentano, producono e si riproducono da secoli. Per questo raccontare storie che hanno a che fare con la memoria di come eravamo e come guardavamo ai fenomeni naturali prima della crisi climatica, può tenere viva la speranza di un’inversione di rotta. Ne è convinto Andri Snær Magnason, lo scrittore islandese autore de Il tempo e l’acqua, un saggio arrivato in Italia nel 2020 che affronta il tema della catastrofe ecologica ponendo domande dirette al lettore e cercando risposte nei legami che uniscono le generazioni presenti, passate e future. Magnason è scrittore e attivista ambientale, si è candidato alle presidenziali islandesi del 2016 e da più di vent’anni ha messo la sua penna al servizio della causa climatica. L’abbiamo incontrato durante il periodo di Natale per discutere del suo ultimo libro.

Su questioni come il cambiamento climatico, il nostro cervello non riesce a farsi un’opinione compiuta. Timothy Morton chiama “iper oggetti” queste entità di dimensioni spaziali e temporali tali “da incrinare la nostra stessa idea di cosa sia un oggetto”. Come orientare l’azione quando un problema è così vasto?
Si tratta di problemi più grandi di quanto il linguaggio possa definire. E quando non sei in grado di afferrare un concetto con il linguaggio, è difficile agire. È successo anche con la pandemia: quando in Italia c’è stata la prima emergenza, le persone a New York e Londra continuavano le loro vite. Era chiaro che sarebbe arrivata anche lì, ma le persone e i governi non sono nemmeno riusciti a prevedere una cosa tanto ovvia. Figuriamoci se parliamo di una questione che riguarda tutto il mondo, tutti gli oceani, tutta l’atmosfera. È come quando arriva una valanga: non siamo in grado di avvertirla se non nel momento in cui ci piomba addosso. Nel libro ho cercato di cambiare prospettiva e dire che la situazione va oltre la cronaca: si può osservare con la lente della mitologia, che racconta storie di creazione e distruzione. L’aumento del livello del mare di un metro è un evento più grande della divisione del Mar Rosso per opera di Mosè.

Lei scrive che oggi, per definire che cosa conta e cosa no, misuriamo la realtà con un approccio economico. Un approccio che ci porta a pensare la Terra come “materia prima sottoutilizzata” e non come “sacralità incommensurabile”. È in questa mentalità il seme dell’Antropocene?
La nostra mentalità iper razionale, ingegneristica ed economica ha spinto il pianeta fuori da equilibri millenari, nel caos climatico. Una delle chiavi per risolvere il problema è la tecnologia, che ha creato il problema dandoci dei “super poteri” che abbiamo utilizzato male. Ecco, ora abbiamo bisogno di nuovi “super poteri” per risolverlo.

Non pensa che ci sia anche un problema di natura economica? La pandemia ha dimostrato che i Paesi possono decidere di fermare l’economia per salvare la vita delle persone e di creare il denaro sufficiente a sostenere i bisogni fondamentali durante una fase di crisi. Dovremmo pretendere lo stesso impegno nella transizione ecologica?
Sì, il Covid-19 è un esempio eccellente. Nel lungo termine capiremo che durante la pandemia è stato fatto uno dei più grandi esperimenti economici mai visti. Non so come reagiranno gli economisti nei prossimi anni, ma sarebbe buffo se accettassimo di distruggere il sistema economico per ragioni medico-sanitarie salvo poi restaurarlo negando la crisi climatica. Credo che tutto questo possa avere un effetto sui paradigmi con cui gli economisti parlano e lavorano, su come guardiamo al denaro e al ruolo dei governi. Sostenere ancora che il 3% del Pil debba essere destinato al clima è incredibilmente miope dopo aver orientato il 30% alla gestione della crisi pandemica.

Veniamo all’altra faccia della medaglia: quanto è giusto criticare le persone per i loro stili di vita insostenibili?
Viviamo tutti in un sistema e siamo parte di esso, non possiamo ignorarlo. La responsabilità personale c’è, dobbiamo ammettere le nostre ipocrisie, ma non si può ridurre tutto a questo. Specialmente per chi non ha alternative. Dovremmo chiederci invece perché i comportamenti più insostenibili sono quelli che pagano di più: oggi chi ha ricchezza e successo, spesso ha un’impronta carbonica superiore alla media.

Il Dalai Lama, che lei ha incontrato, sostiene che occorre coltivare l’etica e la bontà d’animo per costruire un futuro sostenibile per tutti. Anche il Papa mette al centro del discorso la crisi ecologica e utilizza toni simili. È possibile portare parole come “etica” e “compassione” nelle agende politiche e nel mondo scientifico, mettere in connessione queste scuole di pensiero in maniera virtuosa?
Non sono un eticista ma credo che per molte persone la religione, la spiritualità e cose incommensurabili come l’amore o le relazioni siano i più potenti motori nella vita. Credo quindi che le basi della compassione e dell’amore, ma anche della poesia, possano far parte della scienza. So che molti scienziati si lamentano, mi hanno detto dopo aver letto il libro che quando scrivono i loro paper si sentono disumanizzati, perché chiamati a essere totalmente neutrali. Ma questa disumanizzazione è sempre politica: anche il linguaggio della biologia non è mai stato neutrale, è figlio del colonialismo e delle idee del XVIII e del XIX secolo. L’aver marginalizzato le scienze naturali e reso tutto dipendente dall’economia ha fatto sì che oggi questi saperi, considerati come un orpello, non riescano a indirizzare le politiche.

Quattro anni fa si è candidato alle elezioni presidenziali. Ha in mente di ritentare la via della politica?
Sì, beh, da noi il presidente non ha direttamente a che fare con il sistema politico. È di solito una persona del mondo culturale – quello attuale ad esempio è uno storico – che ricopre un ruolo dove si ha visibilità, ma non il potere di dettare l’agenda del governo. Io mi sono candidato in un momento in cui sentivo che le cose non si stavano muovendo, Greta non era ancora comparsa sulla scena e avevo il blocco dello scrittore. Speravo che con il mio contributo avrei potuto fare quel che ora sto tentando di fare con il libro: diffondere la coscienza della crisi climatica.

Che cosa pensa del movimento giovanile per la giustizia climatica?
Fantastico, è esattamente ciò che speravo nascesse. Prima che Greta ispirasse questo movimento globale stavo proprio pensando: perché non c’è un fuoco negli attivisti per l’ambiente come quello che vedo, ad esempio, nel movimento femminista? Ora spero che presto arrivi una generazione ancora più radicale, perché le cose non stanno andando bene. Sarà interessante il giorno in cui Greta sarà vista come una conservatrice, magari fra una decina d’anni!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Francesco Panié
Giornalista ambientale. per La Nuova Ecologia cura inchieste e approfondimenti su globalizzazione. inquinamento. clima. agricoltura e beni comuni. twitter @francesco.panie

Articoli correlati

Sessant’anni fa la prima Marcia per la pace

Dal numero di settembreEra il 24 settembre 1961 quando Aldo Capitini organizzò l'appuntamento intorno al quale è cresciuto il movimento nonviolento italiano. Il nostro speciale con le voci dei protagonisti di ieri e di oggi: "Un mondo diverso è sempre possibile"

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Sisma centro Italia, il turismo sostenibile rigenera i territori

Arriva il supporto solidale dei viaggiatori e della rete di host sostenibili di Fairbnb.coop, piattaforma che devolverà metà delle proprie commissioni sui soggiorni alla campagna di crowdfunding "Alleva la speranza +" di Legambiente e Enel

Cultura, il nuovo appuntamento con la Fondazione Treccani

La cultura ci salverà? Definizione, obiettivi, strategie per elaborare un modello di futuro possibile. L'evento si terrà in diretta streaming venerdì  24 settembre alle ore 17:00 sulla pagina Facebook della Fondazione

In Italia è boom di tartarughe marine

In queste settimane la schiusa delle uova deposte nei nidi, cui segue l'ingresso dei piccoli in mare. Legambiente stima che quest'anno siano oltre 10 mila quelli con passaporto italiano

Benessere animale, le associazioni: “Etichettatura senza modifiche tradisce i consumatori”

La certificazione volontaria che deve essere votata in Conferenza Stato-Regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi Pac e Pnrr. Ma senza modifiche sarebbe solo l’ennesimo regalo agli allevamenti intensivi. L’allarme degli ambientalisti

“The denial”, lo spot di Fridays for Future in occasione del 24 settembre

Il prossimo sciopero globale del clima è annunciato da un video dal carattere metaforico. Negare la crisi climatica è come correre verso un muro
Ridimensiona font
Contrasto